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All’estero “sparano” su Sinner dopo il match contro Spizzirri

Jannik Sinner è la prima parte del binomio che sta tenendo banco nel mondo tennis. L’altra parte, sorprendentemente, non è quello di Carlos Alcaraz e nemmeno è un un nome proprio, bensì comune: sospensioni. Dopo quella legata alla vicenda clostebol, da tempo conclusa ma sempre pronta a essere richiamata da qui all’eternità (tennistica) – e ne forniremo presto un esempio –, c’è la sospensione capitata durante il match dell’azzurro contro Eliot Spizzirri. Cos’è successo Per chi fosse capitato solo in questo momento sulla Terra, nel suo incontro di terzo turno Sinner si è trovato in difficoltà contro lo statunitense. In grossa difficoltà, certamente perché l’avversario stava giocando un gran tennis, ma ancora di più perché, sul punteggio di un set pari e 1-1 nel terzo parziale, sono sopraggiunti i crampi che in pratica gli impedivano di correre ed è andato sotto 3-1. Insomma, c’erano tutte le premesse per un upset della portata della vittoria di Istomin contro Djokovic nel 2017. E, invece, la Heat Stress Scale è arrivata a 5, valore che prevede la sospensione del match e la prosecuzione con il tetto chiuso. L’inerzia del match è girata e Sinner ha recuperato lo svantaggio in quel set e chiude al quarto. Cosa dice Slalom “Nessuno potrà togliere dalla testa di Dimitrov che senza l’infortunio al terzo set degli ottavi di finale dello scorso Wimbledon, tu non saresti diventato il primo italiano erbivoro della storia” scrive su Slalom Angelo Carotenuto. “Nessuno potrà togliere dalla testa di Spizzirri la certezza che senza chiudere il tetto della Rod Laver Arena ti avrebbe battuto. Eri groggy. Come l’anno scorso fra il secondo e il terzo set con Holger Rune, quando si salvò con un time-out medico e una sosta per un guasto alla rete”. The Athletic: “Tennis sbilanciato” “La heat rule è stata applicata secondo le procedure stabilite da Tennis Australia, proprio come è avvenuto per le norme antidoping nel caso di Sinner l’anno scorso” scrivono Eccleshare e Futterman su The Athetic ripresi da Slalom anche se non proprio letteralmente. “Ma il tennis è così sbilanciato a favore dei migliori giocatori – di solito hanno a disposizione i campi migliori nel momento che preferiscono e ricevono i compensi più alti nei tornei più piccoli – che per molti quello che è successo sabato è sembrato particolarmente conveniente”. Difficile contestare l’affermazione secondo cui i più forti godrebbero di trattamenti preferenziali rispetto ai loro colleghi di classifica più bassa, per quanto programmare il numero 2 del mondo e bi-campione in carica a mezzogiorno nella giornata che si sapeva sarebbe stata infernale sembri contraddirla. Però la sessione serale è andata a Novak Djokovic, che di Australian Open ne ha vinti dieci. “Sono stato fortunato” ha commentato Jannik subito dopo la vittoria. Che, ricorda ancora The Athetic, è esattamente quello che ha detto un anno f