Nell’ambiente, Dante Bottini è uno dei coach più stimati, anche per il numero di collaborazioni con tennisti/e di alto livello avute in carriera. L’argentino, infatti, nel corso degli anni è stato nell’angolo di Kei Nishikori, Nicolas Jarry, Grigor Dimitrov, Juncheng Shang e Qinwen Zheng. Allo stato attuale è il coach di Yibing Wu, n. 168 ma con un best ranking al 54° posto, uscito di scena all’Australian Open 2026 contro Eliot Spizzirri dopo aver battuto Luca Nardi, partendo per altro dalle qualificazioni. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in esclusiva per parlare di tutte le esperienze passate, oltre al presente e al futuro del campione del Dallas Open 2023. Dante Bottini, gli inizi e l’esperienza con Nishikori: “Come l’acqua e l’olio” D: Partiamo dall’inizio e dall’Accademia di Nick Bollettieri. Cosa ha imparato lì? Ci racconta i suoi inizi come allenatore?Dante Bottini: “Ho provato a giocare da professionista nei tornei Futures e Challengers e poi ho deciso di andare a studiare in un’università degli Stati Uniti con una borsa di studio. Quando mi sono laureato in Sport Management mi hanno offerto un posto all’Accademia di Nick Bollettieri e così ho iniziato a lavorare lì. In realtà avevo già lavorato con altri giocatori e fatto le mie esperienze all’università, ma comunque ho iniziato lì alla Bollettieri”. “Ho imparato moltissimo da vari allenatori, osservando e allenando ragazzi di età diverse, fino a quando mi hanno affidato l’allenamento del gruppo agonistico e dei professionisti. Sono stato con Tommy Haas, Sharapova, Jankovic, Taylor Dent… Tanti giocatori che passavano di lì. E poi mi è arrivata l’opportunità di allenare Kei Nishikori nel 2010, 2011. A quel punto ho lasciato l’accademia e ho iniziato ad allenare Nishikori a tempo pieno come head coach“. D: Tra i tanti giocatori di alto livello che ha allenato c’è anche Kei Nishikori. Una volta ha detto che voi due eravate come l’acqua e l’olio. Può raccontarci qualcosa del vostro rapporto e cosa intendeva dire?Dante Bottini: “No, con Kei Nishikori ho solo ricordi positivi. In realtà direi che mi sono formato direttamente con lui. È stato un giocatore da cui ho imparato moltissimo. Credo che abbiamo imparato l’uno dall’altro. È stato speciale. È una persona molto speciale nella mia carriera, nella mia vita. Quando ho detto che eravamo come l’acqua e l’olio credo che fosse per via della nostra diversità“. “C’è sempre stato un grande rispetto reciproco, infatti oggi lo vedo ancora e ho un ottimo rapporto con lui, gli voglio molto bene. Ci ho trascorso nove anni della mia vita e ho vissuto cose incredibili con lui. Io sono molto più loquace e mi piace fare battute, mentre lui era più introverso. Andavamo molto d’accordo, altrimenti non saremmo durati tutti quegli anni, e come ti dicevo, il rispetto tra noi era enorme, e lo è ancora”. “Con Jarry sfortunati per la posi