Joao Fonseca continua a bruciare le tappe e, sul cemento della Florida (al Miami Open presented by Itau), si regala un secondo turno di lusso contro il numero 1 del mondo, Carlos Alcaraz. Il tennista brasiliano, classe 2006, ha superato l’ostacolo Fabian Marozsan con il punteggio di 6-4 3-6 6-2, dimostrando una maturità agonistica rara per un diciannovenne al secondo anno nel circuito maggiore. Il talentuoso atleta verdeoro si è presentato nella consueta conferenza stampa post-match con la consapevolezza di chi sa di non aver nulla da perdere. Tra una partita a Catan con il team per scaricare i nervi e il simpatico siparietto negli spogliatoi con lo stesso Alcaraz, Fonseca ha analizzato con lucidità il proprio percorso. Di seguito, le sue dichiarazioni. D. Quando abbiamo parlato con Carlos Alcaraz, ha detto di sentirsi come se avesse un bersaglio sulla schiena ogni volta che scende in campo. Qual è il tuo stato d’animo nell’affrontare Carlos?Joao Fonseca: “Affrontare Alcaraz è semplicemente una splendida esperienza per me. Come ho detto, dopo aver giocato contro Jannik (Sinner, ndr.) nello scorso torneo, giocare ora contro Carlos è un grande traguardo. Per me, essendo un adolescente al mio secondo anno nel tour, affrontare questi ragazzi è fondamentale per la mia crescita, in qualsiasi momento. Volevo affrontarli per capire a che punto è il mio livello, dove posso arrivare, cosa fanno loro che gli altri giocatori non fanno e come gestiscono la pressione. È importante per me imparare queste cose, e penso che sarà una grande partita. Ovviamente devo affrontarlo come fa Jannik: con rispetto per il giocatore e la persona che è, ma in campo non posso farlo. In campo devo affrontarlo come un avversario che posso battere. Quindi sì, dovrò scendere in campo con molta intensità e cercare di esprimere il mio miglior tennis, godendomi ogni momento ma con la voglia di vincere”. D. Come riesci a bilanciare la fiducia di poter vincere con l’umiltà? Sei ancora nuovo nel tour, è la tua prima volta qui. Come trovi il giusto equilibrio tra l’autostima e il non essere troppo duro con te stesso o, al contrario, non correre troppo con la fantasia?Joao Fonseca: “Quando ho giocato contro Jannik, sono uscito dal campo e quella notte ho dormito pensando: ‘Ho giocato un buon tennis’. Ho affrontato il numero due del mondo, ho avuto set point e occasioni. Mi sono chiesto: ‘Cosa avrei potuto fare meglio?’. Ho giocato quasi una partita perfetta, una delle migliori della mia vita, contro un top 5, e ho iniziato a riflettere su come migliorare. Penso sia importante avere fiducia in se stessi ma, allo stesso tempo, restare con i piedi per terra e umili. Io sono un giocatore da top 40 che affronta il numero uno: ovviamente lui è il favorito assoluto. Io sono l’underdog, lo sfavorito, ma devo credere di poter vincere. Altrimenti non avrei alcuna chance. Questa è la mentalità con cui scenderò in campo domani per cercare di