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Terra battuta, tempo di conti: Alcaraz ha tanto di difendere, Musetti e Sinner inseguono

La stagione cambia pelle, rallenta, si sporca di rosso. Archiviato il cemento americano, il circuito entra in quella che è forse la sua fase più identitaria, soprattutto per chi ha quasi sempre respirato la polvere rossa del mattone tritato. Si torna in Europa (finalmente) e questi quasi tre mesi sono quelli in cui si concentrano energie e aspettative che possono valere una stagione. Questo poi si traduce, conti alla mano in punti, in classifiche. Perché se è vero che ogni stagione racconta una storia nuova, è altrettanto vero che la terra, forse più di ogni altra superficie, chiede sempre il conto a chi, dodici mesi prima, aveva costruito lì le proprie fortune. I pesi massimi: Alcaraz davanti a tutti, Musetti e Sinner osservano da vicino Il nome in cima alla lista è quasi naturale, sia perché si parla del numero 1 al mondo (posizione però più a rischio che mai dal post US Open), sia perché lo scorso anno è stato il giocatore che più di tutti ha vinto su quella superficie: Carlos Alcaraz. Lo spagnolo arriva alla primavera europea con uno zaino pieno di punti, di sicuro il più pesante di tutti: 4.300 punti da difendere, frutto di una cavalcata che lo scorso anno lo aveva visto dominare tra Montecarlo, Roma e Roland Garros, con in mezzo anche la finale di Barcellona. Un bottino enorme, che oggi si traduce in pressione pura: mantenere quel livello potrebbe non bastare per restare numero uno, abbassarlo anche di poco può cambiare completamente gli equilibri. Subito dietro, ma per certi versi ancora più sotto osservazione, c’è Lorenzo Musetti. La sua è stata una stagione di continuità, più che di picchi: finale a Montecarlo e tre semifinali consecutive tra Madrid, Roma e Parigi, primo italiano a riuscirci. Totale: 2.250 punti. Numeri che raccontano una crescita solida, ma che ora diventano un banco di prova. Difendere significa confermarsi tra i migliori, non riuscirci può voler dire uscire rapidamente dalle zone altissime del ranking. E poi c’è Jannik Sinner, con una situazione quasi opposta. L’azzurro, fermato lo scorso anno per buona parte della primavera, ha costruito il suo bottino in due sole tappe (…e che tappe): finale a Roma e finale al Roland Garros: 1.950 punti, concentrati e pesanti. La differenza, rispetto agli altri, è che stavolta avrà tutta la stagione a disposizione: Montecarlo e Madrid, lo scorso anno saltati, diventano occasioni, prima ancora che rischi. In altre parole, più margine per guadagnare che per perdere. Ovviamente qualora dovesse decidere di giocarli entrambi. Ma se su Monte Carlo, uno dei due tornei di casa, potremmo dare per scontata la sua partecipazione, a Madrid, viste le condizioni di altura su cui si gioca, il pronostico è sicuramente più difficile. Vedremo. Gli inseguitori: tra conferme e occasioni Alle spalle del trio di testa si muove un gruppo che conosce bene la terra e che, proprio per questo, ha molto da difendere. Casper Ruud guida il second