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Sinner vs Alcaraz: l’unica finale che vale (la pena di vedere)

Due pari tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz in questa prima parte di stagione. Una stagione intera, secondo gli astronomi. Due sconfitte e due trofei a testa, certo, ma più che altro il riferimento è alle volte che ora dall’una ora dall’altra stella siamo stati privati dell’emozione di vedere una finale (se non un mezzo torneo) senza conoscere in anticipo il nome del vincitore. Sunshine Double, parte I: Alcaraz fuori con Medvedev in semi, vince Sinner A Indian Wells Jannik ha adottato una tattica che definire innovativa, sorprendente, geniale è riduttivo: invece di allenarsi con il fresco e poi giocare i match con il sole a picco indossando completi scuri, si è allenato nelle condizioni che avrebbe trovato durante gli incontri, in più vestendosi di colori chiari. Nella fattispecie una polo rosa molto anni ’80 in un inno di sfida al caldo, “I won’t let the sun go down” (mal interpretando il testo). E così nel deserto ha completato la collezione di trofei pesanti sul duro: tutti i Masters 1000, le ATP Finals, Australian e US Open. Carlos ha perso in semifinale dall’altro finalista (ovviamente…), quel Daniil Medvedev che aveva avviato la spedizione per completare i Mille sul cemento, ma dovrà aspettare un altro anno per riprovarci, sconfitto 7-6(6) 7-6(4), con il terzo set che, sul 4-0 per lui nel secondo tie-break, pareva a portata di mano, ma Jannik sapeva di poter rimontare e, se tra il dire e il fare ci sono sette punti, perché non vincerli tutti di fila. Meddy ritrovato? Sì, ha ritrovato Jannik e con lui la nona sconfitta negli ultimi dieci confronti diretti. Dopo l’aggressività mostrata battendo il numero 1 del mondo, il trentenne moscovita è tornato a palleggiarsela sulla diagonale sinistra, segno che, forse, al risultato della semifinale aveva suo malgrado dato un piccolo contributo Alcaraz. Senza contare che Daniil pare avere un’idiosincrasia per il numero 2 del mondo, inteso proprio come posizione in classifica a prescindere dall’occupante. Infatti, se fa registrare un notevole 8-8 nei confronti del primo del ranking, contro il secondo era 1-9, diventata 1-10. Sunshine Double, parte II: Alcaraz eliminato da Korda al terzo turno, vince Sinner A Miami, Korda gioca come qualcuno spera che potrebbe fare più spesso ed elimina Alcaraz nonostante la buona prova dello spagnolo. Sebastian perde subito dopo con il ventenne Landaluce. Da una parte alta di tabellone che è anarchia pura esce Jiri Lehecka, arrivando in finale senza aver subito un solo break: un gran bel biglietto da visita, ma Sinner glieli strappa (il biglietto e il servizio) chiudendogli la striscia già al secondo game di risposta. Il match sarebbe finito lì, senza dolore, ma il nostro ha voluto infierire concedendo lo 0-40 nel game successivo, solo per il gusto di scaraventare cinque prime mai tornate indietro. Tra l’altro, 70 ace in Florida per Jannik, un numero superiore a qualsiasi suo altro torneo, Slam compresi, tranne