Riccardo Piatti, storico allenatore di Jannik Sinner che ha guidato il salto del giovane azzurro nel circuito dei grandi, ribadisce come i legami tra i due rimangano forti anche a distanza di un’interruzione del rapporto. In vista dell’inizio del Rolex Montecarlo Masters 2026 e delle tradizionali prove della terra battuta, l’ex coach descrive la finestra di adattamento dallo cemento alla terra rossa. Secondo Piatti, “due settimane minimo” servono ai tennisti, ma non sempre se ne hanno a disposizione così tante: la regola è sfruttare al meglio i giorni e arrivare pronti con 5-6 partite prima del torneo dove si vuole performare. Alcaraz e Sinner restano comunque a un livello superiore agli altri: per loro basta poco per cambiare marcia e adattarsi. Sull’erba rossa Alcaraz si è mosso con una facilità maggiore; per Jan potrebbe servire più tempo. Entrambi puntano a Parigi, cioè al Roland Garros, con Roma come tappa intermedia: chi arriva meglio a Parigi avrà di fatto un vantaggio.
Nella lettura di Piatti, però, c’è anche un possibile terzo incomodo che potrebbe mettere in crisi la coppia Sinner-Alcaraz sulla terra: Sascha Zverev. Il tedesco è un gran lavoratore, ma non cambia il suo punto di vista: la convivenza con il padre come coach va bene, ma potrebbe giovargli avere una figura diversa che gli suggerisca approcci diversi. Sul rosso Piatti intravede anche buone cose per Musetti, che in campo parigino ha sempre una marcia in più.
Il discorso si sposta poi su talenti emergenti e scenari futuri. Piatti rivolge l’attenzione a Arthur Fils: “è forte come un toro” e ha caratteristiche da terra battuta. L’anno scorso a Montecarlo aveva sfiorato la vittoria contro Alcaraz in un match tirato, e a Parigi si è fatto male. Fils è venuto a Bordighera, all’Academy di Piatti, invitato dalla Federazione Francese: è intelligente, ambizioso e ha (anche se in modo diverso) trovato nell’irresistibile appoggio di Ivanisevic un punto di crescita. Quanto a Fonseca, Piatti lo apprezza ma ammette di conoscenze limitate: sarebbe interessante vederlo investire una stagione completa, con 150 partite, per valutare davvero il suo potenziale. Negli Stati Uniti Fonseca ha incrociato sia Alcaraz sia Sinner: secondo Piatti, servirebbe capire cosa gli manchi per vincere, e non dovrebbe cambiare notte dopo notte i propri obiettivi.
Infine, un paragrafo sul possibile futuro coach di Carlos Alcaraz: Piatti non crede che il mentore di riferimento cambiamento a breve. Trovarsi un super coach non è facile, ma tra i nomi che circolano a lui piace molto Mikhael Moya, oltre al fatto che Alcaraz è circondato da persone che gli lasciano grande libertà di azione. In conclusione, Piatti sottolinea che il panorama della terra rossa resta aperto: tra Sinner, Alcaraz e le nuove leve come Musetti e Fils, la stagione su terra promette sorprese e grandi inseguimenti, in particolare verso Parigi e il Roland Garros.