Jannik Sinner ha vinto a Montecarlo, senza grandi sorprese, ma aggiungendo un elemento umano al suo percorso: a volte anche lui lascia qualcosa sul campo. In campo è nata una partita impegnativa contro Machac, in cui ha attestato un ulteriore tassello di maturità. Non è stato il Sinner migliore, ma è stato il più concreto nei momenti chiave. “Oggi non è stato facile, mi sono trovato in una situazione complicata, senza molta preparazione, ero un po’ in difficoltà. Non era colpa del campo se ho attraversato quel momento di difficoltà. Ho fatto tanti allenamenti e ho massimizzato gli allenamenti in base al tempo che avevo. Spero di riuscire ad alzare il livello”, ha spiegato l’azzurro, sottolineando che la differenza parte da lontano: “Tutto parte dagli allenamenti, dal cercare di finire bene anche quando sei stanco o non ti senti al meglio”. Il momento di vuoto nel secondo set non lo ha disorientato: al contrario, nel terzo ha infilato una sequenza devastante. “Quando avevo bisogno ho messo l’energia che avevo oggi, ho cercato di alzare il livello ed è così che l’ho portata a casa”.
Una vittoria costruita sulle difficoltà del momento, una dinamica forse nuova rispetto al periodo recente di Sinner. Montecarlo è casa: tra comfort e sensazioni. Giocare nel Principato ha un sapore diverso per lui, e lo ricorda: “Qui posso dormire nel mio letto, so dove andare a mangiare, conosco bene la città”. L’atmosfera riflette quell’intima connessione con il posto: è bello vedere come lo scenario si trasformi durante il torneo, con il pubblico presente e un grande sostegno per tutti. E naturalmente, il calore degli italiani si sente: “I tifosi italiani sono molto vicini, è sempre speciale avere questo sostegno”. Un contesto che aiuta, ma non annulla le difficoltà di un periodo intenso: “Ho disputato tanti tornei tra Indian Wells e Miami; qui non sono arrivato con tanta preparazione”.
Riguardo la classifica e gli obiettivi, la corsa al numero uno resta una questione aperta, ma Sinner è chiaro: “Sia io che Carlos sappiamo la situazione, ma giochiamo per i titoli: la classifica in questo momento è secondaria. Non sto a rincorrere il numero 1 sennò giocherei anche settimana prossima.” Un pensiero che sembra servire a togliere pressione, come ha fatto notare anche Alcaraz con il celebre “so che perderò il numero 1 al mondo”. La priorità resta il percorso, soprattutto sulla terra: “Gioco questo torneo perché è casa e perché la partita è il miglior allenamento possibile. Dopo questo torneo capiremo dove possiamo migliorare, i tornei più importanti saranno Parigi e Wimbledon”. Intanto però, c’è presente da vivere.