Perdere la quarta semifinale consecutiva contro lo stesso avversario, soprattutto su una superficie che avrebbe dovuto essere favorevole a lui, non deve essere facile: la sconfitta arriva in una sessione che ha visto forse il margine più stretto di sempre, e porta a otto i match persi in fila. L’analisi di Alexander Zverev parte, però, da un riconoscimento chiaro nei confronti di Jannik Sinner: “In questo momento Jannik è il giocatore più difficile da affrontare per me”, ammette senza tentennamenti, mettendo a confronto anche Carlos Alcaraz. Il tema centrale resta il livello di gioco richiesto: “Quando non giochi al tuo massimo contro di lui, non c’è possibilità. È come una palla contro il muro, non ti concede nulla”.
Una definizione che rende bene la sensazione di impotenza in campo, con il tedesco spesso costretto a rincorrere senza trovare spiragli. “A Miami era più equilibrata, qui no”, prosegue Zverev nel tentativo di contestualizzare la sconfitta rispetto ai precedenti: “A Miami è stata una partita molto più vicina. Anche lì ho perso in due set, ma sinceramente il secondo poteva girare dalla mia parte”. A Montecarlo lo scenario è stato diverso: “Qui non ho avuto tantissime possibilità, e questa è stata la differenza più grande”. Una lettura che fotografa quanto, in questa occasione, il gap tra i due sia apparso evidente.
“La differenza è stata dalla mia parte, non dalla sua.” Il numero tedesco non cerca alibi sul rendimento complessivo: “Sto giocando bene, ma questa settimana non ho giocato bene. In tutto il torneo non ho espresso il mio miglior tennis”. E quando il discorso si sposta sulla terra battuta e sulla percezione di controllo di Sinner sulla superficie, Zverev rovescia la prospettiva: “La differenza oggi è stata dalla mia parte della rete, non dalla sua”.