Carlos Alcaraz arriva in conferenza stampa dopo la semifinale vinta contro Valentin Vacherot e guarda già alla finale del Rolex Monte-Carlo Masters contro Jannik Sinner. È un sorriso che non nasconde le emozioni, ma non svela dettagli tattici: “Il piano sarà il 17° match con lui (in realtà sarebbero 18 considerando Alicante, ndr), lo conosco molto bene. Ho visto tutte le sue partite in questo torneo, so cosa ha migliorato e dove brilla. Parlerò con il mio team e prepareremo la partita nel modo giusto, ma niente spoiler”.
Dopo il match, Alcaraz resta sul campo per circa 20 minuti insieme a Samuel López e al suo team, offrendo uno scorcio del lavoro dietro le quinte. “Appena uscito dal campo ho visto Samu dire che aveva chiuso un campo e ho fatto qualche minuto di allenamento. Non ho colpito la palla come avrei voluto, soprattutto al servizio nel finale. Voglio lasciare la pista con sensazioni migliori per domani”.
Il tema della superficie è inevitabile: sulla terra battuta, teoricamente, potrebbe essere al suo favore, ma l’iberico non si lascia incastrare. “Sulla terra mi sento più naturale, più a mio agio con il mio stile di gioco”, ammette. “Ma questo non significa nulla contro di lui. Il livello che sta mostrando qui è altissimo. Il fatto che giochi meglio su cemento o erba non vuol dire che sulla terra giochi male”. E aggiunge senza mezzi termini: “Posso perdere contro di lui su qualsiasi superficie, in qualsiasi torneo. Devo essere pronto e giocare il mio miglior tennis se voglio batterlo”.
Nessuna gerarchia, nessun favorito: “Tra me e Jannik non c’è mai un favorito. Dipende sempre da chi gioca meglio quel giorno. Sono davvero curioso di vedere chi sarà il migliore domani”. Il confronto tra Alcaraz e Sinner assume una dimensione generazionale: negli ultimi 24 tornei a cui hanno partecipato, in 23 casi uno dei due ha vinto il torneo, trasformando questo duello in una tendenza del circuito. “Non ne parliamo molto tra di noi, ma qualcuno scherza su questa cosa”, racconta Lo spagnolo. “Ogni volta che ci affrontiamo alziamo il livello al massimo. La gente aspetta proprio questi incontri”.
Non siamo invincibili: “Non siamo supereroi. Se questa è la prima sfida del 2026 significa che entrambi abbiamo perso prima, nei tornei precedenti. Anche gli altri ci stanno raggiungendo”. La discussione chiude evidenziando che ogni match tra Alcaraz e Sinner alza il livello della competizione, accende l’attenzione dei tifosi e continua a scrivere il capitolo di una rivalità che domina il circuito ATP, offrendo una delle sfide più attese della stagione.