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Montecarlo: Jannik Sinner è il quinto italiano a trionfare, tutte le vittorie e le finali

La storia del Monte Carlo Masters affonda le sue radici nel XIX secolo. La prima edizione risale al 1896, in un periodo in cui il tennis stava muovendo i primi passi verso la sua moderna eredità sportiva: l’invenzione, datata 1874, è quella di Walter Clopton Wingfield, che brevettò la “scatola magica” contenente rete, racchette, palline e una breve spiegazione delle regole. Il torneo del Principato è tra i più antichi del circuito e ha resistito alle epoche e alle stagioni, trascinando con sé un’aura leggendaria fatta di imprese sportive e di un glamour davvero unico. Il Court Ranieri III figura tra le location più esclusive del circuito, e il suo manto rosso ha da decenni ospitato le ascese di carriere irripetibili. In 130 anni di storia Montecarlo è diventato talvolta terra di conquista per i tennisti italiani, come ricorda Carlo Galati, che ha seguito in loco l’edizione di quest’anno: il Masters 1000 monegasco racconta molti tratti italiani. Nell’albo d’oro del torneo hanno marchiato a fuoco il proprio nome cinque tennisti italiani in singolare, mentre in doppio solo due coppie azzurre hanno sollevato il trofeo.

Dagli inizi agli anni Cinquanta: i primi successi azzurri a Montecarlo. Il legame tra l’Italia e Montecarlo nasce nel 1922, con la vittoria di Giovanni Balbi di Robecco. Il nome pare richiamare le origini nobiliari del primo vincitore azzurro nel Principato. All’epoca il tennis era uno sport per pochi eletti: la diffusione dei club era legata a iniziative private, e i circoli cittadini sorgevano in modo sparso. Balbi era un atleta che divideva l’impegno tra calcio e tennis; una volta appese le scarpe dopo una carriera nelle seconde linee del Genoa, decise di dedicarsi all’arte della racchetta. La specializzazione precoce non faceva parte del paesaggio sportivo dell’epoca, in cui il professionismo era ancora lontano, soprattutto nel tennis. Gli anni trascorsi in Liguria, dove la Riviera accoglieva lo sport tra le ricche richieste dei visitatori inglesi amanti della pallina gialla, alimentarono l’attitudine di Balbi al tennis. E lui dimostrò una notevole verve sul campo: fino a laurearsi campione a Montecarlo nel 1922, battendo in tre set Alain Gerbault. L’albo d’oro rispecchia la geografia tennistica dell’epoca: predominanza di vittorie britanniche, seguite da successi australiani, con una vittoria per Francia e Stati Uniti. Balbi fu il secondo vincitore proveniente da un Paese non appartenente al circuito Slam a conquistare il titolo, a distanza di un anno dal romeno Nicholas Mishu. Nel 1929 Umberto de Morpurgo tentò di riportare la bandiera tricolore al Country Club, ma Henri Cochet gli negò la gioia nel singolare. In coppia con Bela von Kehrling, tuttavia, l’azzurro ottenne comunque un risultato storico per l’Italia.