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Wawrinka: nessuno ha la fiducia necessaria per battere Sinner e Alcaraz

Anche se la storia non ha un lieto fine, l’ultimo turno di Stan Wawrinka a Barcellona resta una pagina emozionante di una carriera leggendaria. Oggi l’elvetico non è riuscito a vincere un match comunque combattuto, ma ha voluto restare in sala stampa per le interviste di rito, con un tono inevitabilmente più malinconico del solito. In apertura si è chiesto a Wawrinka come abbia vissuto questa ultima partita qui a Barcellona, sia dal punto di vista emotivo sia sul campo.

Emotivamente, ha risposto che l’esperienza è stata molto speciale: Barcellona ha sempre avuto un significato profondo per lui, e l’idea di disputare questa prova finale in città è stata difficile da digerire ma anche bellissima. In campo, ha trovato un livello di gioco buono, è riuscito a lottare, a competere e a godersi alcuni momenti della partita. L’atmosfera e il sostegno del pubblico hanno reso tutto ancora più memorabile, un aspetto per cui è estremamente grato: è uno dei motivi che hanno reso questa esperienza così unica, e ha spiegato quanto sia stato incredibile avere l’opportunità di giocare un’ultima volta su quel campo magnifico.

In seguito si è parlato anche del capitolo conclusivo della sua carriera insieme a Magnus Norman, che ha accompagnato Wawrinka fino all’addio al tennis giocato. La domanda di rito chiedeva quanto fosse importante avere Norman al suo fianco in questa fase finale. Wawrinka ha risposto che chiudere la carriera con lui è incredibile: in quattordici anni hanno costruito una collaborazione preziosa. Norman è stato un atleta eccezionale, con una carriera di tutto rispetto, e la sua scelta di entrare nel team ha permesso a Wawrinka di spingersi oltre i propri limiti. L’amicizia nata sul campo rende ancora più significativo chiudere insieme questa stagione finale: la loro intesa è rimasta fortissima e è un motivo in più di gratitudine per l’ex campione svizzero.

Secondo l’analisi di UBITENNIS, al termine della partita Wawrinka è stato indicato come il primo degli “umani” dopo i Big Three, una riflessione sull’equilibrio del circuito. Se da una parte la fiducia interiore che lo aveva accompagnato in giornate illuminate è difficile ritrovare, oggi Sinner e Alcaraz hanno vinto praticamente la maggior parte dei grandi titoli. A questo punto, la distanza tra i due teen-enti dominatori e il resto del circuito è notevole, e resta da vedere come gli altri giocatori si avvicineranno a colmare questo gap nel futuro.