«Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano». È con questa citazione di Venditti che Jannik Sinner guarda al suo legame con gli Internazionali BNL d’Italia 2026. Il numero uno del mondo arriva alla prova di Roma con un carico pesante sulle spalle e una pressione significativa, soprattutto in assenza di Carlos Alcaraz, fermo forzatamente almeno fino a dopo il Roland Garros. Alla luce della finale disputata al Madrid Open 2026 contro Alexander Zverev, l’azzurro è considerato il grande favorito in Capitale. E non mancano i record che Sinner potrebbe inseguire sulla terra rossa del Foro Italico: vincere il Masters 1000 di Roma equivarrebbe a completare il percorso di titoli tra le categorie, facendo sua una serie che comprende già i Major e i tornei più prestigiosi. Inoltre, una vittoria a Roma potrebbe far crescere ulteriormente il distacco in classifica dall’All-Time leader Alcaraz, che dovrà difendere l’intero bottino guadagnato dodici mesi fa proprio in finale contro il numero uno. Non è da inesperti né da timidi di fronte alle pressioni: Sinner ha dimostrato in più occasioni di saper gestire la pressione, e Roma rappresenta l’occasione ideale per chiudere un cerchio inaugurato già nelle sue partecipazioni passate.
Roma e la prima vittoria di Jannik Sinner in un Masters 1000 hanno radici lontane. Il viaggio dell’altoatesino verso la capitale inizia nel 2019, quando, a soli 17 anni e con una classifica di 263 al mondo, entra in main draw con una wild card. All’esordio assoluto agli Internazionali d’Italia, Sinner risolve l’esordio contro Steve Johnson dopo una rimonta 1-6 6-1 7-5, segnando la prima vittoria a livello Masters 1000 della carriera. Non è un risultato qualunque: è la prima conferma che quel ragazzo dai capelli lunghi sarebbe diventato protagonista della scena tennistica mondiale. Eppure la sfida successiva lo vede opposto a Stefanos Tsitsipas, ottava testa di serie e futuro semifinalista, che si impone 6-3 6-2. L’avventura romana, pur ricca di esperienze utili, termina lì.
Quando l’edizione successiva, spostata a settembre per le ragioni legate al Covid nel 2020, ripresenta Sinner ai nastri di partenza di Roma, l’azzurro arriva come atleta più maturo e con una classifica che lo vede al numero 81. Anche in quel caso l’ingresso avviene tramite wild card e al primo turno lo attende Benoit Paire, battuto 6-2 6-1. Il cammino prosegue al secondo turno, ancora contro Stefanos Tsitsipas, e già in quel momento emergono le qualità che hanno caratterizzato la sua crescita: la capacità di apprendere rapidamente dalle sconfitte e di trasformarle in nuove energie per affrontare la stagione successiva. Roma rimane quindi una cornice fondamentale per la crescita di Jannik Sinner, una vetrina che ha visto nascere e affinare le sue certezze sul circuito maggiore.