Jannik Sinner e Daniil Medvedev si apprestano a chiudere la loro semifinale agli Internazionali d’Italia a Roma oggi, non prima delle 15:00, con la partita che riprenderà dal terzo set dopo l’interruzione causata dalla pioggia. Sinner ha insistito soprattutto sull’azzurro terreno di gara, mentre il russo sembrava disposto a proseguire il match, per quanto possibile. Aveva appena salvato una palla del doppio break e l’inerzia sembrava pendere leggermente dalla parte di Medvedev, ma la pioggia insistente ha dato una mano decisiva a Sinner.
In netta difficoltà fisica, tra crampi e un evidente malessere in una serata fredda e umida a Roma, la partita è risultata estremamente tesa: l’episodio ha anche spinto la mamma di Jannik ad abbandonare il campo per lo stress, lasciando solo il papà tra le tribune. Eppure, con la pioggia come rianimante di fortuna, che ha permesso a Sinner di ritrovare fiato e rifornire le energie, la domanda resta: dove sta il problema? La verità è che Sinner sta giocando troppo.
L’atleta, pur colto dai record e con la determinazione tipica di chi cerca di stare ai massimi livelli, sta pagando un pesante tributo fisico e mentale. La scelta di andare a Madrid, pur aprendogli nuove pagine di storia, gli è costata molto in termini di sforzo e stress. I vittoriosi risultati non bastano: trattamenti, defaticamento, impegni mediatici e la normale pressione mentale si sommano, rendendo ogni incontro ancora più gravoso. A Roma ha disputato quattro giorni su cinque in questa settimana, e con l’interruzione e la potenziale vittoria diventerebbero sei su sette. È evidente che, anche per un super atleta abituato a vincere, gli impegni ravvicinati pesino.
Dopo la vittoria su Rublev era apparso già stanco, lo stesso stanco manifestato in sala stampa. ieri, contro Medvedev, la situazione è precipitata. Forse la scelta migliore sarebbe stata saltare Madrid, prendersi più riposo e ripartire direttamente da Roma verso il Roland Garros. Non va però sottovalutato nemmeno l’aspetto mentale: in serata Flavia Pennetta ha forse espresso la valutazione più acuta. “Mi è sembrato un attacco di panico, perché all’improvviso Jannik non riusciva più a recuperare bene”, ha commentato l’azzurra. Effettivamente sembrava affaticato, con respiro affannoso e volto provato. Il pareggio sul 3-1 in favore di Sinner nel terzo set, situazione che Medvedev ha contestato, sembrerebbe essere stato il tentativo di fermarsi un attimo, di prendere fiato e ritrovare sicurezza per gestire la situazione e controllare la paura.
Anche per questo il russo voleva proseguire, consapevole di avere una grande opportunità. La notte di riposo, almeno per oggi, potrebbe rivelarsi decisiva per Sinner. In caso di vittoria, dovrà però gestire un giorno di riposo in meno rispetto a Casper Ruud per la finale: potrebbe questa differenza fare la differenza? Potrebbe davvero incidere sull’esito finale di una semifinale così battagliera?