Il post sui social di Riccardo Piatti ha raccontato un momento molto emozionante: vederlo insieme a Jannik Sinner e ad Adriano Panatta, dopo il brillante successo di Sinner a Roma, a cinquant’anni dal primo storico trionfo italiano al Foro Italico. Piatti, storico coach di Sinner fino al 2022, è una delle figure più leggendarie del tennis italiano e ha guidato il giovane talento romano per otto stagioni, accompagnandolo fino all’ingresso nella top ten mondiale.
Tra i protagonisti della scena Piatti è anche una delle voci più autorevoli nella crescita tecnica di Sinner: e allo stesso modo conosce da vicino Panatta, una leggenda del nostro sport. In un passaggio molto personale, Piatti ha raccontato che fu Adriano Panatta, insieme ad Angelo Bartoni e Tonino Rasicci, a coinvolgerlo nel lavoro per costruire un settore tecnico capace di individuare e sviluppare nuovi talenti. Il sogno era che qualcuno di quei giocatori potesse trionfare sia a Roma sia a Parigi, dove Panatta aveva scritto la storia del tennis nazionale.
Uno dei due sogni, per buona parte realizzatosi, riguarda proprio Sinner: a Roma il talento italiano ha non solo vinto, ma ha anche chiuso un ciclo notevole completando il Career Golden Masters. “E poi è arrivato Jann, che ho avuto la fortuna di seguire da vicino e che continua a crescere scrivendo la storia del tennis italiano. Vederli insieme è stato bello. Bravo Jann e bravo il tuo team”, ha sottolineato Piatti. A Parigi, per Sinner, si aprirà un altro capitolo di storia: il Roland Garros è l’ultimo slam ancora da conquistare, e una vittoria lì permetterebbe non solo di chiudere la voce sui grandi slam, ma, a 25 anni, di completare il Career Grand Slam. Sarebbe, inoltre, un altro passo verso la realizzazione di un sogno ancora aperto per Piatti, che resta fiducioso di poter rivedere presto quel momento di abbraccio al RG.
Piatti ha parlato anche di Sinner nel documentario La nuova alba del tennis, una produzione di HBO Max e Discovery+ che mette a confronto l’azzurro e Carlos Alcaraz. Secondo Piatti, Sinner ha potuto contare sull’aiuto di diverse persone nel suo percorso, ma lui resta una figura chiave per la sua crescita: “Io ero quella persona di fiducia in quel periodo, grazie all’esperienza e alla capacità di intuire potenzialità; Sinner ha dato priorità al mio insegnamento e ha saputo capitalizzare ciò che potevo offrirgli, prima di incontrare altri interlocutori che lo hanno aiutate a diventare ciò che è oggi”.
L’articolo, pubblicato da Il Fatto Quotidiano, richiama così l’emozione di Piatti nel vedere Sinner e Panatta insieme e chiude con la stessa idea: Adriano aveva proposto di costruire nuovi talenti, e il destino ha regalato a Jannik la realizzazione di uno dei due sogni promossi da quel progetto. L’augurio è di rivedere presto quell’abbraccio al Foro Italico o al Roland Garros, dove i sogni del tennis italiano continuano a prendere forma giorno dopo giorno.