Vai al contenuto

Jannik Sinner e la passione per i LEGO: perché costruire la Torre Eiffel può diventare noioso tra i pezzi sempre uguali

Qualche giorno fa, a casa, Jannik Sinner e suo fratello hanno iniziato a costruire la Tour Eiffel in Lego, convinti di terminarla una volta tornati da Roma. Dopo la trasferta italiana, l’azzurro è tornato a casa e ha deciso di proseguire il progetto, raccontando l’impegno dei pezzi e l’entusiasmo per questa nuova passione.

Al Roland Garros, nel primo turno contro Clement Tabur, Sinner ha imposto il proprio ritmo dall’inizio alla fine, suscitando applausi e ammirazione sul Philippe-Chatrier. Proprio al termine del match, durante la consueta intervista sul campo, ha aperto una finestra sulla sua passione per i Lego e su come abbia impiegato parte del tempo libero prima di partire per Parigi.

“Non siamo riusciti a finirla – ha spiegato – perché a un certo punto ci sono sempre gli stessi pezzi da montare e diventa un po’ noioso. Però siamo a buon punto. So che dopo questo torneo tornerò a casa e poi vi manderò una foto quando sarà finita, si spera,” ha aggiunto, ricevendo l’applauso del pubblico. L’argomento ha chiaramente intrigato anche Marion Bartoli, che conduce le interviste in campo allo Slam parigino, e che ha proseguito chiedendo a Sinner della curiosa passione: ricordando che Swiatek ricevette una volta uno stadio di Lego da costruire da sola, ha chiesto: “Ti piacerebbe?”

“Certo, sarei felice – ha risposto Sinner – ma cerco di concentrarmi sul tennis. Lo Sto facendo bene? Sì, non posso lamentarmi. Ma, come detto, sono molto felice di essere tornato qui.” Il numero uno al mondo ha poi proseguito con un riferimento al luogo: “Questo è un posto speciale, ho tanti bei ricordi. Sto cercando di dare il massimo; il primo match non è mai facile in un torneo. E grazie ai tifosi, siete stati molto corretti con me anche se giocavo contro un francese.”