A Parigi è accaduto qualcosa che nessun appassionato di tennis avrebbe immaginato: Jannik Sinner, avanti di due set a zero e 5-1 nel terzo, è stato costretto a cedere a causa di un improvviso cedimento fisico durante il match contro Juan Manuel Cerundolo, valido per il Roland Garros. L’incontro ha preso una piega inaspettata quando il giocatore ha accusato un malore che ne ha rallentato in modo drastico la corsa, cancellando la fluidità con cui stava dominando l’incontro.
Sul tema si è espresso anche Fabio Fognini con un video sui social, ricordando quanto accaduto e sottolineando che il numero uno al mondo non ha chiesto un time-out medico al 5-2, rimanendo così senza la possibilità di tornare al livello precedente. Da quel momento, Sinner non è più stato lo stesso, muovendosi lentamente e colpendo con grande lentezza. Fognini ha poi chiosato che, come ha ammesso lo stesso Sinner, non si trattava né di un colpo di calore né di crampi, ma semplicemente di una pausa che il corpo non è riuscito a superare: “il suo corpo ha detto basta”.
Questo ricorda, agli occhi di molti, la percezione esterna di un atleta considerato instancabile, persino quasi infaticabile. Se a parlare è il numero uno al mondo, l’allarme è chiaro: va aperto un dibattito su come vedere i tennisti e le loro limiti reali, soprattutto quando si tratta di Sinner, spesso visto come una macchina da vittorie. L’obiettivo di Roland Garros, infatti, resta una priorità per il giovane azzurro, che ha già annunciato più volte quanto quel Slam sia fondamentale per la sua stagione. Parigi, invece, sembra avere una sorta di malia: era l’ultimo Slam che mancava a Sinner, e l’anno scorso aveva sfiorato la finale contro Carlos Alcaraz perdendo tre match point.
Secondo Fognini, è dispiaciuto perché si è trattato di una partita che sembrava completamente controllata, e che ora fa riflettere su cosa potrebbe succedere in altre circostanze simili. Pur mostrando vicinanza a Cerundolo, Fognini ha elogiato l’avversario per la lucidità mentale dimostrata: Cerundolo è stato regolare, ha allungato gli scambi e ha costretto Sinner all’errore, mantenendo sempre la correttezza dialettica durante tutto il match e persino chiedendo scusa per alcuni palloni più corti giocati.
Alla fine, Fognini ha concluso che, nonostante il dolore di vedere un collega in difficoltà, va ricordato: Jannik resta Jannik. Ed è ancora, senza alcun dubbio, il numero uno, pronto a reagire e a tornare a lottare per i grandi traguardi.