Andre Agassi non fa sconti: analizza senza fronzoli il crollo di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros. Non si tratta di una critica agli azzurri, ma di una riflessione sulla sua preparazione. L’intervento dell’ex numero uno, durante la sua ospitata su TNT Sports, la rete americana che trasmette lo Slam parigino, arriva senza mezzi termini: Sinner è in grado di reggere lunghi match sotto il sole, ma qualcosa nel backstage della sua preparazione sembrerebbe mancare.
Paragonando il finale della scorsa stagione, disputato contro Carlos Alcaraz, con l’eliminazione prematura a Parigi, Agassi insiste sul fatto che il problema non sia la resistenza in sé ma la maniera in cui viene preparato il lavoro atletico. Non mette in discussione l’impegno né l’atleticità di Sinner: il ragazzo è in grado di giocare cinque ore e mezza quando serve, ma serve capire cosa cambiare per affrontare al meglio le condizioni del caldo parigino.
Secondo l’ex campione, è inconcepibile pensare che Sinner non sia stato adeguatamente predisposto alle temperature elevate della capitale francese. Oggi la preparazione fisica, il recupero e tutto il processo sono estremamente scientifici, e Sinner dispone di uno staff di medici e specialisti. Tuttavia, Agassi suggerisce che potrebbe servire un ritocco al team: forse inserire un’altra figura professionale, perché ci potrebbe essere una componente legata all’idratazione che non viene gestita al meglio. Tra le ipotesi, l’idea di includere qualcun altro accanto al gruppo allenatori e al suo ex mentore Darren Cahill.
Per quanto riguarda l’idratazione, Agassi invita a riflettere su cosa possa essere stato trascurato: cosa si beve, quanto si idratare, come si gestisce la dieta e il recupero. L’ex numero uno racconta la sua routine in termini pratici: in periodi di caldo estremo, durante i viaggi e i tornei, ha seguito protocolli rigidi che prevedevano un alto apporto idrosalino, un rapporto carboidrati-proteine ben definito e specifici recuperi post-partita. In sostanza, mette in discussione l’efficacia della gestione quotidiana di Sinner, invitando a verificare se le scelte alimentari e idratanti siano davvero ottimizzate.
La questione resta attuale anche dopo l’eliminazione: tra Parigi e Wimbledon, Sinner ha annunciato controlli al J Medical di Torino per analizzare cosa sia successo e come evitare il ripetersi di simili episodi. Un tema cruciale per l’altoatesino, che punta a confermare i propri standard al massimo livello, riducendo al minimo i rischi legati al caldo e ai carichi di lavoro prolungati.