Vai al contenuto

Sinner, Musetti e gli altri 8 azzurri del tennis: l’assalto agli Australian Open 2026

Il tris di Jannik Sinner o il Career Grand Slam di Carlos Alcaraz? O magari, perché no, l’ultima impresa di Novak Djokovic. Sono soltanto alcuni degli interrogativi che si porta dietro l’edizione 2026 dell’Australian Open, al via da domenica 18 gennaio. Il torneo che dà inizio definitivo a questa nuova stagione; il primo Slam nella storia con due italiani tra i primi cinque giocatori del mondo. Saranno dieci in totale gli azzurri ai nastri di partenza, e a capitanare il tutto, manco a dirlo, è Sinner, che arriva da campione in carica e numero 2 in classifica. Per l’altoatesino parte da Melbourne la missione di riconquista del numero uno. Necessario calare il tris consecutivo all’Australian Open, l’unico torneo, fino a luglio, dove Sinner deve difendere più punti di Alcaraz. Alzare il quinto Major della carriera si porterebbe dietro tanti significati: riaffermare la superiorità sul cemento, dare continuità al successo alle Atp Finals, impedire ad Alcaraz di completare il suo Career Grand Slam. Impossibile invece pensare di tornare in vetta al ranking già in Australia. Nella migliore delle ipotesi, Sinner potrà avvicinarsi, ma avrà bisogno di una sorta di debacle del rivale spagnolo. Il sorteggio è stato benevolo, con l’esordio contro Hugo Gaston, un percorso abbordabile fino ai quarti e la prospettiva di avere Djokovic in semifinale. “Tornare numero 1 è uno degli obiettivi della stagione, ma non sarà facile. Mi metterò in gioco“, ha dichiarato l’azzurro alla tv australiana 9News. Melbourne è solo il primo appuntamento di rilievo, ma si presenta già come un importante crocevia anche per Lorenzo Musetti, sorteggiato nella parte di tabellone di Sinner. Il carrarino è il numero 5 del mondo e la sua scalata potrebbe non essere ancora terminata. La top 3 è distante soltanto mille lunghezze e i punti da difendere dallo scorso anno sono solo cento. Molti meno rispetto a quelli dei diretti avversari nel ranking. Djokovic (n. 4) ha una cambiale da 800 punti, Alexander Zverev (n. 3) addirittura da 1.300. La prospettiva di vedere Musetti sul podio mondiale al termine dell’Australian Open è quindi tutt’altro che impossibile e ha addolcito la nuova recente amarezza per l’ennesima finale persa (la settima consecutiva nel circuito maggiore, la nona se consideriamo anche i Challenger) nel 250 di Hong Kong. In Australia serve un risultato di peso per alimentare una fiducia sempre più forte, dare continuità ai grandi miglioramenti sul cemento visti tra Atene e Atp Finals nel finale del 2025 e cominciare la nuova rincorsa verso Torino. Per due top 10 consolidati, c’è un altro azzurro che tra i primi dieci ha l’ambizione di entrarci in questo 2026. Flavio Cobolli riparte dalle certezze della passata stagione: crescita esponenziale, il primo quarto di finale Slam a Wimbledon, i primi titoli in carriera a Bucarest e Amburgo, la prima volta in top 20 e il best ranking al n. 17. A tutto questo va associata la Coppa Davis,