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ATP Indian Wells, Cobolli: “Sorpreso dalla mia risposta. Sinner sta un po’ più da solo, ma il gruppo è unito”

Flavio Cobolli continua sulla buona scia mostrata nelle ultime settimane e, dopo la conquista del titolo ad Acapulco, parte bene anche al BNP Paribas 2026 di Indian Wells. Il romano, infatti, ha battuto in rimonta Miomir Kecmanovic in 3-6 6-3 6-4 all’esordio, proseguendo la propria corso nel deserto della California. Al termine del match il 23enne è intervenuto in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti. Ecco, dunque, le sue parole. D: Hai svoltato negli ultimi due o tre tornei e hai cambiato completamente il volto della tua stagione. Le cose stanno andando bene ora. Come sei riuscito a invertire la rotta?FLAVIO COBOLLI: “Non lo so. Prima di tutto ho cambiato racchetta dopo Dallas (è tornato a quella che aveva prima, n.d.r.), quindi forse ha aiutato, non so, ma è una delle cose di sicuro. Poi penso di aver lavorato sodo dopo due o tre sconfitte di fila“. “Abbiamo cambiato qualcosa negli allenamenti, abbiamo giocato un po’ di più. Abbiamo provato a stare un po’ di più in campo e meno in palestra, per giocare un po’ e ritrovare il feeling con la palla che non avevo da due mesi forse. Ho anche chiesto alle persone che amo di più di venire ad aiutarmi in questo lungo viaggio. Forse anche quello ha aiutato il mio gioco. È un mix di cose che ha influenzato la mia mente”. D: Voglio chiederti di questi switch. A volte può bastare una partita o un torneo per cambiare il tuo anno. Ovviamente sei partito piano quest’anno, poi sei arrivato a Delray Beach e sei andato fino in fondo. Può bastare una sola partita a cambiare le cose?FLAVIO COBOLLI: “Sì, la prima vittoria aiuta molto per la condizione mentale. Quando perdi due, tre, quattro, cinque partite di fila, devi continuare, ma la prima cosa che aiuta il tuo gioco è la vittoria, perché il gioco non cambia molto. È la cosa semplice che devi trovare, con gli allenamenti, il lavoro e le cose che sai che possono aiutarti”. D: Volevo farti una domanda veloce sul gestire il pubblico. Parlando con molti giocatori, dicono che preferiscono giocare quando tutti sono contro di loro. Ma voglio chiederti della sfida di giocare in un posto come Roma, dove hai grandi aspettative ed eccitazione, e significa molto per te. A volte rende più difficile giocare al meglio? C’è un segreto per gestirlo?FLAVIO COBOLLI: “In realtà mi piacciono entrambe le cose. Mi piace quando il pubblico è tutto per l’avversario perché puoi distruggerli tutti, non solo uno. È una cosa che mi piace di più, ma ovvio che amo quando il pubblico è per me, perché a volte come nella Davis Cup aiuta molto. Forse non ho trovato il modo a Roma perché è la mia città, quindi ho sentito un po’ più di pressione. Ma non c’è una cosa che preferisco tra le due”. D: Flavio, lo sai che ti fanno sempre questa domanda. Ci sono otto o nove italiani ora nella top 100. Come gruppo, quanto siete uniti? Ci sono gruppetti? Vi intendete tutti bene?FLAVIO COBOLLI: “Abbia