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ATP Indian Wells, Sinner: “Ho cambiato approccio mentale. A Doha non ho giocato il miglior tennis”

Sorrisi e clima disteso nel corso della breve ospitata di Jannik Sinner al “Tennis Channel Podcast”, pochi attimi dopo il trionfo in finalissima contro Daniil Medvedev a Indian Wells. L’azzurro ha aggiunto un altro importante tassello alla sua carriera, accaparrandosi per la prima volta in assoluto il titolo del BNP Paribas Open 2026, e completando, dunque, tutti i tornei più importanti sul cemento – ed è il più giovane a riuscirci. Una reazione da campione quella del numero due del mondo, e non parliamo soltanto del tie break del secondo parziale – nel quale il russo conduceva per 4-0 – ma del cambio drastico, e tennistico e mentale, da Doha alla California. Nel corso dell’intervista a Tennis Channel, Jannik ha approfondito vari temi legati alle ultime settimane nel Tour, dalla sconfitta con Mensik, alla voglia di prepararsi al meglio per il rovente torneo californiano, che ha messo a dura prova i tennisti a causa delle temperature estive: “Caldo pazzesco, pazzesco”, esordisce Sinner, subito focalizzato nell’analisi della vittoria con Medvedev: “L’ho visto giocare contro Carlos. Era molto aggressivo. Quindi sapevo che avrei dovuto servire molto bene. E poi, insomma, vedere cosa riuscivo a fare nei turni di risposta. Una rimonta incredibile nel secondo set, al tie-break. Ero sotto 0-4 e poi ho servito molto bene. E questo mi ha aiutato, ovviamente, a rimontare e sono estremamente felice”. Down 0-4 in the 2nd set tiebreak, Jannik Sinner won 7 points in a row against Medvedev to win his first Indian Wells title. Ice in his veins. Chilling. pic.twitter.com/AiJxWrZmTD— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) March 15, 2026 ATP Indian Wells, Sinner: “Sapevo per cosa stavo giocando oggi” Una tenuta mentale e una lucidità da campionissimo hanno permesso all’altoatesino di evitare un pericoloso terzo set, alla luce del livello espresso da un ritrovato Daniil Medvedev: “Ho cercato di tirare, anche se all’inizio sbagliavo un po’. In realtà lui giocava in modo più aggressivo di me. Così ho cercato di farlo muovere un po’ sul dritto. Ma se tendi ad arretrare e a lasciargli spazio, lui è bravissimo ad aprire il campo. Quindi ho cercato di giocare in modo tatticamente corretto. A volte ci sono riuscito bene. A volte avrei potuto osare un po’ di più con i colpi, avvicinandomi un po’ di più alla rete. Ma c’era anche un po’ di tensione. Sapevo per cosa stavo giocando oggi”. “Normale non giocare sempre al massimo livello” Trasferta rivelatasi eccezionale, per Jannik, in quel della Coachella Valley, dove ha trionfato senza perdere nemmeno un set. Pare che quella prestazione sottotono registrata contro Jakub Mensik abbia dato una forte scossa al pupillo tricolore, che ha deciso di anticipare la preparazione volando dal Qatar alla California prima del previsto. “A Doha mi sembrava di non giocare il mio miglior tennis. Ma può succedere – confessa -. È anche normale non giocare