Dal nostro inviato a Madrid, tra le mura della Caja Mágica, si pensava che la finale della Coppa del Mondo fosse Sinner contro Jodar. E anche se il pubblico spagnolo era molto presente, l’idolo di casa è crollato in due set, inchinandosi alla legge del numero uno. Il match, però, ha regalato uno spettacolo di alto livello: dal primo face-to-face tra Jannik Sinner e Rafita, come amano chiamarlo qui, traspare chiaramente che il diciannovenne di Leganés ha lo stampo per costruire una carriera importante, nonostante le spalle strette, come cantava De Gregori in La leva Calcistica della Classe ’68.
Su Sinner, come sempre, abbiamo poco da dire. Five break point annullati in modo non banale, mentre la bolgia Roja al Manolo Santana sembrava quasi travolgente. Sinner, sul match contro Jodar a Madrid, ha ammesso di aver avuto un po’ di fortuna, soprattutto con quel rovescio. In conferenza stampa, è stato inevitabile chiedergli se avesse davvero ghiaccio nelle vene. La risposta: in quelle situazioni si gioca con quello che si sente dentro di sé; sentiva di poter fare determinate cose. Poteva andare male, ma sapeva che, in caso di bisogno, c’era un terzo set da giocare. Ha avuto fortuna, soprattutto col rovescio stretto, e anche le sue chance sul 4 pari. Ha riconosciuto un game non solido, ma ha scelto di elevare il livello: è riuscito nell’impresa e spera che questa prestazione possa dare fiducia per il proseguo del torneo.
Sinner guarda già al futuro: “Jodar, Fonseca. Mi piace guardarli, so che potrebbero essere miei avversari.” Fin dall’inizio del torneo, Sinner ha seguito da vicino Jodar, osservando anche la sua sfida con de Minaur. Al termine dell’incontro con l’idolo di casa, ha persino dedicato un “What a player” alla telecamera: Jodar è un giocatore che, all’inizio della stagione, aveva una classifica molto diversa e che ora sta giocando uno sciabolante tennis di alto livello. A Marrakech aveva vinto, è arrivato in semifinale a Barcellona, è entrato in questa fase fino ai quarti: è già un atleta solido che ha dimostrato di essere all’altezza.
In questo contesto di giovani emergenti, come Blockx, Rafa è ancora sotto i riflettori ma mostra incredibile talento. Tutti stanno crescendo, quindi bisogna vivere il momento. E proprio per questo Sinner è andato a osservarli: sa che potrebbero essere i suoi futuri avversari, spesso diversi l’uno dall’altro e costretti ad adattarsi. Anche se Madrid è un palcoscenico unico, serve trovare soluzioni nuove sul campo. Con questo spirito, la partita è stata stata semplicemente fantastica.