[2] J. Sinner b. A. Michelsen 7-5 7-6(4) In un torneo in cui le teste di serie stanno come d’autunno sugli alberi le foglie, Jannik Sinner sconfessa la narrazione poetica e conquista i quarti di finale del Miami Open 2026. A farne le spese è Alex Michelsen che, per la terza volta in altrettanti confronti, non riesce a strappare neppure un set all’azzurro, finendo per arrendersi 7-5 7-6(4). Dopo un avvio di partita in cui il servizio spadroneggia, il numero 2 del mondo trova la chiave per scardinare i turni del suo avversario. Dapprima mancando quattro palle break nel nono gioco, poi strappando il servizio allo statunitense sul 5-5. Il secondo parziale ha un andamento assai differente. Michelsen si porta a servire per pareggiare i conti sul 5-3, ma Jannik mostra tutta la personalità del campione, piazzando il controbreak. Il tiebreak, infine, si tinge d’azzurro, con il 28esimo set di fila vinto da Sinner in un Masters 1000. Quella contro Michelsen è la vittoria consecutiva numero 25 contro un rappresentante USA e arriva grazie al solito cinismo nei punti importanti e una prestazione in battuta da 15 ace – il 66% di prime frutta 38 punti su 42, mentre con la seconda ne porta a casa il 50%. Al netto di qualche errore di diritto – i gratuiti totali sono 14, quattro in meno del suo avversario – Jannik mette a referto quasi il doppio dei vincenti rispetto al californiano, ovvero 27. Il classe 2004 di Laguna Hills è protagonista di una prestazione convincente, spavalda e di qualità con uscite lungolinea spesso risolutive, ma l’esito decreta che, pur essendo sulla buona strada, deve ancora crescere per fare partita pari con i top players – è la quarta sconfitta su quattro contro un giocatore tra i migliori 5, di cui tre contro Sinner e una con Novak Djokovic. Ai quarti di finale Sinner se la vedrà con il vincente tra Terence Atmane e Frances Tiafoe, forte dei testa a testa a favore con entrambi – 2-0 contro il francese, 4-1 con il numero 20 ATP. Primo set: Sinner alza il livello in zona Cesarini e si porta in vantaggio su Michelsen Sul campo dell’Hard Rock Stadium, l’avvio del match evidenzia come le opportunità per il giocatore in risposta rischino di essere ridotte al lumicino. Contro un ottimo battitore come Michelsen, Sinner utilizza i primi game per studiare la posizione da assumere sulla seconda del suo avversario, alternando vicinanza e arretramento. Le qualità di base dello statunitense emergono da subito: colpi potenti da fondocampo e un’aggressività sfrontata per poter comandare gli scambi, senza disdegnare qualche sortita a rete. Jannik prova a imprimere il solito ritmo intenso per evitare che il numero 40 del mondo abbia l’inerzia del punto dalla sua. Michelsen è concentrato e fa un sapiente uso delle uscite in lungolinea da entrambi i lati con grande precisione. Sul 4-4, Vagnozzi consiglia all’azzurro, che fino a qui ha messo a referto un solo quindici sul servizio del californi