J.Sinner b. E. Spizzirri 4-6 6-3 6-4 6-4 Il tennis è uno sport che si gioca fronteggiando un avversario dall’altra parte della rete. Almeno ufficialmente. Poi ci sono tanti altri più o meno visibili elementi che vanno battuti. Alle volte il tennis si gioca anche contro le condizioni, contro il corpo, contro i propri limiti. La partita tra Jannik Sinner ed Eliot Spizzirri appartiene senza dubbio a questa categoria. L’azzurro la spunta in quattro set, 4-6 6-3 6-4 6-4 in 3 ore e 44 minuti, al termine di un match che esce presto dai binari della normalità e diventa una prova di resistenza fisica e mentale prima ancora che tecnica. Il caldo soffocante di Melbourne, l’aria immobile della Rod Laver Arena e un indice di calore al limite trasformano l’incontro in una maratona anomala, fatta di strappi improvvisi, continui ribaltamenti e momenti quasi irreali. Sinner attraversa la partita come su montagne russe: accelera, si inceppa, si perde e poi si ritrova; Spizzirri, dall’altra parte, gioca senza timori reverenziali e con una solidità sorprendente, sfrutta ogni passaggio a vuoto dell’azzurro e lo costringe a una battaglia che nessuno aveva preventivato in questi termini. Onore al merito dell’americano, protagonista di un’ottima partita, giocata con coraggio e intensità costante. I numeri fotografano meglio di qualsiasi commento l’equilibrio estremo del match: 17 ace per Sinner, spesso unica ancora nei momenti di maggiore difficoltà, ma soprattutto un totale di punti quasi identico, 121 a 119 per l’italiano, a dimostrazione di quanto la sfida sia stata combattuta fino all’ultimo scambio. È una partita che si deforma sotto il sole australiano, che cambia volto con la chiusura del tetto e che mette il numero due del mondo di fronte a uno dei test più duri del suo torneo. Non una vittoria lineare, non una prestazione scintillante dall’inizio alla fine, ma un percorso tortuoso, segnato da sofferenza, crampi e scelte obbligate. Resta, più di tutto, la lezione tennistica che questo match consegna: i punti non valgono tutti allo stesso modo, e spesso sono pochi, pesantissimi scambi a decidere l’esito di una battaglia giocata sul filo dell’equilibrio. Negli ottavi Sinner affronterà Luciano Darderi, in un match che promette tanto spettacolo. Caldo, errori e sorpassi: il primo set è di Spizzirri Jannik Sinner vince il sorteggio e sceglie di servire, come spesso accade quando vuole dettare subito il ritmo. L’avvio è quello del numero uno che prova a mettere le cose in chiaro: Spizzirri si spinge fino allo 0-30, ma basta un attimo perché l’aria cambi. Tre servizi vincenti in sequenza ricompongono il game e lanciano l’azzurro. Il break arriva immediatamente. Sinner comanda lo scambio con il dritto, prende campo, chiude in contropiede e sale 2-0. Sembra l’inizio di una partita indirizzata, ma l’illusione dura poco. Nel terzo game, a sorpresa, l’altoatesino perde il servizio a zero