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Australian Open: tre italiani agli ottavi. Così Sinner, Musetti e Darderi hanno scritto una pagina di storia

Un viaggio psicologico nel tennis, una nuova prova di maturità e un’impresa. Risultato: tre italiani agli ottavi di finale dell’Australian Open per la prima volta nella storia. Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Luciano Darderi non si fermano e proseguono la loro avventura a Melbourne superando rispettivamente Eliot Spizzirri, Tomas Machac e Karen Khachanov. Tre partite diverse ma con un unico comune denominatore: la testa. Quella che Sinner ha fatto sua per 4-6 6-3 6-4 6-4 è stata una partita che ha mostrato tutto l’impatto della componente mentale nel tennis. Si è passati dalla paura di perdere dell’altoatesino a quella di vincere di Spizzirri. Falloso, poco incisivo e condizionato dal caldo asfissiante, l’inizio di Sinner ha consentito allo statunitense di prendere fiducia, entrare in modalità “niente da perdere”. Il primo set perso dall’altoatesino dopo una striscia di 27 parziali vinti consecutivi nasce da questi presupposti. Una novità che anticipa i crampi nel terzo set, quando è cominciata un’altra partita. È a quel punto che è venuta fuori tutta la forza della mentalità di Sinner. L’azzurro zoppica, quasi non si muove, prende time violation e subisce il break; eppure gestisce la situazione, prova a ragionare e alla fine trova lo stesso la strada per rimontare e vincere. Il tutto aiutato da uno Spizzirri in totale balia degli eventi e da un pizzico di fortuna dovuto allo stop per la chiusura del tetto. Un piccolo capolavoro di resistenza difficilmente dimenticabile. “Sono stato fortunato con la ‘heat rule’ e la chiusura del tetto – ha spiegato Sinner nell’intervista in campo -. Mi sono preso il mio tempo e con il passare del tempo mi sono sentito sempre meglio. Sono molto felice di questa performance”. “Avevo un po’ i crampi ovunque – prosegue l’altoatesino -, ma questo è lo sport e questa è un’area su cui so di dover migliorare. Il tennis è anche uno sport mentale: io sono qui per lottare e per giocare ogni punto nel miglior modo possibile” Prestazione di maturità importante invece quella di Musetti. Un 5-7 6-4 6-2 5-7 6-2 in quattro ore e mezzo non solo degno di un top 5, ma degno di un giocatore che si sente un top 5. Nella sua partita ci sono stati alti e bassi ma non c’è mai stato spazio per la frustrazione dovute alle tante palle break non sfruttate, soprattutto quelle nel primo e quarto set persi. Sempre focus rivolto sull’obiettivo: portare a casa il match. È così che è nata la rimonta nel secondo parziale (dove Musetti è stato anche sotto di un break); è così che ha preso forma il dominio nel quinto e decisivo set. Machac si presentava come uno dei terzi turni più complicati in tabellone e veniva da un grande inizio di stagione, con la vittoria nel torneo 250 di Adelaide. “Ero preparato fin da inizio partita – ha dichiarato Musetti nel post-gara – a combattere molto per via del caldo. All’inizio non sono riuscito a trovare il giusto ritmo, lui dettava il r