“Un’occasione per capire quanta strada mi resta da fare”. Così Corentin Moutet, a l’Equipe, in vista della sfida contro Jannik Sinner al terzo turno del Miami Open presented by Itau. “La prendo come un’opportunità per misurarmi con i migliori. Ogni volta affronto la partita cercando di trovare soluzioni per vincere. So cosa devo fare”, ha raccontato il mancino francese, che non prima di mezzanotte affronterà sul centrale l’attuale numero 2 del mondo contro il quale ha giocato una sola volta, probabilmente in uno dei match sino ad ora più importanti della sua carriera. Dopo gli ottavi raggiunti allo US Open nel 2022, Corentin si è ripetuto nel 2024 nel suo torneo preferito, il Roland Garros. Dopo aver clamorosamente intascato il primo set 6-2, il transalpino si è sciolto dinanzi alla solidità del tennista azzurro, che gli ha poi rifilato un discendente 6-3 6-2 6-1. Il giocatore di Sesto Pusteria è ora reduce dal titolo conquistato a Indian Wells e ha un parziale aperto di 14 set vinti consecutivamente. Moutet proverà quindi a spezzare questa trafila azzurra e andrà in cerca del primo ottavo 1000 su cemento outdoor. Prima di analizzare questa sfida, però, andiamo a scoprire qualcosa di più su Corentin, personaggio che definire controverso è a dir poco riduttivo. Dagli inizi alle finali ATP Corentin Moutet nasce a Parigi il 19 aprile 1999. Fin da piccolo vede molto tennis attorno a lui. Inizia così a giocare con i genitori e presto si capisce come il piccolo Co – soprannome con il quale viene chiamato dai suoi cari – possieda delle indubbie doti naturali. A 12 anni la FFT invita l’enfant prodige a lasciare casa per allenarsi in una struttura federale. Le prime esperienze nel circuito professionistico arrivano nel 2014. In quegli anni Corentin gioca in prevalenza tornei Future e occasionalmente riceve alcune wild card per eventi sul suolo francese: Challenger e persino per tabelloni di qualificazioni di tornei ATP, ma anche del Roland Garros. La categoria Future viene abbandonata da Moutet a fine 2017, dopo che in quell’ultimo anno il francese – o meglio, il “cento per cento parigino”, come ama definirsi lui – agguanta cinque sigilli a questo livello, oltre che le semifinali all’Australian Open e a Wimbledon junior che gli consentono di salire sino alla settima posizione nel ranking under 18. Negli anni perfeziona il suo tennis seguendo le gesta di Rafael Nadal, suo idolo. Vince 7 titoli Challenger e a seguito di uno di questi, acciuffato in casa a Lione, rompe il muro della top 100 nel giugno 2019. Nel 2020 gioca la sua prima finale nel circuito maggiore a Doha, ma deve arrendersi ad Andrey Rublev. A inizio 2023 si opera al polso. Al rientro nelle competizioni fatica a ritrovare il suo tennis, ma decide comunque di continuare a dare il massimo. Consapevole che, prima o poi, l’esplosione definitiva sarebbe arrivata. Finalmente Moutet “Devi essere la miglior versione di te stesso