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Sinner e Alcaraz rivelano la dura legge delle “appearance fees”

Nella settimana appena trascorsa si è verificata un’occorrenza piuttosto rara nel mondo del tennis maschile: il n.1 e il n. 2 del ranking mondiale, ovvero Alcaraz e Sinner, nettamente i due giocatori di più grande richiamo in questo momento, hanno giocato lo stesso torneo, e questo torneo non era né uno Slam, né un Masters 1000. I due si sono ritrovati nel Qatar ExxonMobil Open di Doha, un ATP 500, anche se l’incontro tra i due si è limitato a una sessione di pesca su un barcone organizzata dai canali social del torneo e dell’ATP, dato che come noto Jannik Sinner è stato eliminato nei quarti di finale da Jakub Mensik ed ha mancato l’appuntamento in finale con il proprio arcirivale. Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Daniil Medvedev, and Andrey Rublev all went fishing together while in Doha, Qatar ( @qemopen) pic.twitter.com/lVQvkp8ibs— SportsCenter (@SportsCenter) February 18, 2026 In un mondo che sta diventando quasi liturgico nella sua prevedibilità, si è trattato di una discreta boccata d’aria fresca. Mercoledì 18 febbraio, gli spettatori della sessione serale a Doha hanno potuto osservare uno dopo l’altro sia Sinner sia Alcaraz pagando un solo biglietto, fatto che non avveniva probabilmente da almeno un lustro. Ma come mai questi due hanno deciso di giocare lo stesso torneo invece di andare a un evento senza il rispettivo rivale e quindi sulla carta con meno ostacoli verso la vittoria finale? Il motivo è molto probabilmente da ricercarsi nel soldo. Assegni a sette cifre Secondo i soliti bene informati, Alcaraz e Sinner hanno ricevuto un “appearance fee” (le cosiddette “garanzie”, una volta chiamate “sottobanco” perché erano formalmente vietate ma di fatto tollerate) di 1,2 milioni di euro a testa. Quindi oltre al montepremi (quasi 530.000 dollari per lo spagnolo vincitore del titolo, e solo 78.000 dollari per l’azzurro quartofinalista) i primi due della classifica si sono messi in tasca una somma ben superiore solo per essersi presentati al torneo e aver consentito agli organizzatori di promuovere il proprio evento utilizzando il nome dei due tennisti più in vista del momento. Qualcuno si potrà scandalizzare, ma ormai da un po’ il tennis funziona così. Al di fuori degli Slam e dei Masters 1000, che tecnicamente sono obbligatori e quindi non hanno bisogno di procacciarsi Top 10 a suon di assegni, la programmazione dei migliori giocatori ormai dipende da chi offre di più. Lo ha confermato anche lo stesso Tsitsipas, che ha candidamente ammesso di non aver mai partecipato ai tornei della “gira sudamericana” perché le offerte economiche non erano a livello di quelle dei tornei europei e mediorientali nelle stesse settimane di calendario. E queste dell’impegno qatariota di Alcaraz e Sinner non sono nemmeno cifre da record: nel 2015 Roger Federer decise di partecipare all’ATP 250 di Istanbul, che finì per vincere nonostante qualche prestazione piuttosto opaca, e sembra