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Sinner-Fonseca, Nadal-Federer e Zverev…quando il Sunshine Double anticipa il futuro

Ci sono partite che, anche se quando si giocano non è sempre chiaro, verranno ricordate a lungo come qualcosa di grande. Sinner-Fonseca, per quanto avesse aspettative altissime, è una di quelle, un primo capitolo di quella che potrebbe essere una grande storia. Non è stata una partita indimenticabile, ma ha mostrato che c’è tennis anche oltre l’azzurro e Alcaraz. Che anche tra i giovani c’è chi può ambire ad un posto di rilievo nel tennis che conta. E fa una certa impressione pensare che proprio ad Indian Wells, esattamente dieci anni fa e anche allora a livello di ottavi di finale, ci fu un primo avvento di un giocatore che prometteva quanto Fonseca. E che fu proprio il Sunshine Double, ma a Miami, ad inaugurare la rivalità più acclamata e celebrata della storia del tennis. Il passato spesso si rincorre, e si ripete, rischiando di passare inosservato. Come diceva Nicola Palumbo (interpretato da Stefano Satta Flores) nel film “Ci eravamo tanto amati”: “Il futuro è passato e non ce ne siamo nemmeno accorti”. Certi paragoni è meglio farli sempre in punta di piedi. Ma è innegabile che il primo incontro tra Sinner e Fonseca abbia lasciato presagi chiari su ciò che potrebbe, e che molti si auspicano diventi realtà, accadere. Il primo Fedal, 22 anni fa Sunshine Double, primavera 2004, terzo turno del Masters 1000 di Miami. Roger Federer, n.1 al mondo e fresco campione ad Indian Wells, scende in campo contro un diciottenne spagnolo, testa di serie n.32. Si chiama Rafael Nadal. C’è attesa per la partita, ma non paragonabile a quella che ha accompagnato il primo incrocio tra Sinner e Fonseca. Di Nadal si dicono grandi cose, ma è impronosticabile pensare che possa battere il campione svizzero. Per la prima volta, e decisamente non l’ultima, Rafa però sale in cattedra, con una tattica che per quasi 15 anni ha reso il suo gioco di difficile lettura per Roger: picchiare costantemente con il dritto sul suo rovescio. Quella notte a Miami è stata l’alba della nuova era del tennis. Finì 6-3 6-3 per Nadal, con Federer che avrebbe dovuto aspettare la finale dell’anno successivo in Florida, rimontando due set di svantaggio, per battere per la prima volta il maiorchino. Non fu una partita da ricordare, quella del 2004. Non ci furono emozioni infinite, colpi al limite e capovolgimenti di fronte. Ma ci fu, probabilmente, qualcosa in più: la consapevolezza. La consapevolezza che lo svizzero aveva trovato degno pane per i suoi denti, quando era ben presto per parlare di Novak Djokovic. Che quel ragazzo in canotta, con i capelli lunghi e la poderosa frustata mancina, ne avrebbe fatta di strada. Curiosamente, senza mai riuscire a vincere il Masters 1000 di Miami, nonostante le cinque finali giocate e ben tre titoli riportati ad Indian Wells. Al netto di ciò, il torneo della Florida rimane centrale nella rivalità tra Federer e Nadal: teatro del loro primo incontro nel 2004, della prima finale nel 2005. Tracce di ci?