In soli due mesi le cose sono cambiate radicalmente: dai dubbi per le sconfitte all’Australian Open e in Qatar al dominio incontrastato, indipendentemente dal superficie. Il rientro al primo posto del ranking mondiale di Jannik Sinner è la naturale traccia di una parabola cominciata a Indian Wells, proseguita a Miami e coronata a Montecarlo, dove ha battuto Carlos Alcaraz 7-6 6-3.
Tre Masters 1000 consecutivi nel 2026 nei primi tre appuntamenti della stagione, con la performance di Montecarlo che si aggiunge ai trionfi di Indian Wells e Miami. E se si tiene conto anche del titolo di Parigi conquistato alla fine della scorsa stagione, l’azzurro mette insieme una serie impressionante: 27esimo trofeo in carriera e ottavo Masters 1000 in totale. Il Principato ha messo a tacere un piccolo tabù e ha permesso a Sinner di risalire in vetta al ranking con la prima vittoria importante sulla terra rossa, ottenuta contro Alcaraz, proprio quando serviva di più.
Sinner è apparso superiore non solo dal punto di vista tecnico, ma anche mentale. Ha sfruttato al meglio le occasioni (ben undici palle break a disposizione) e ha avuto la forza di ribaltare l’inizio di secondo set, infilando cinque giochi consecutivi dopo aver ceduto il servizio iniziale. E non è stato agevolato dalle condizioni, visto che il vento forte ha influenzato lo scambio: in questa giornata il ventaglio di errori è stato ridotto dalla capacità di adattarsi al momento, un segnale chiaro di superiorità sul piano tattico.
Dopo aver litigato con la quota di testa in passato contro Alcaraz sulla terra rossa, Sinner ha rotto l’inerzia favorevole dell’avversario in questo superficie: un fenomeno che, nei precedenti tra i due, era rimasto vivo fin dalla finale dell’Umago 2022. È stata una dimostrazione di continuità: un altro Sinner, un altro Alcaraz, ma con una dinamica diversa, quella dell’esecuzione e della lucidità.
Prima di Montecarlo, l’obiettivo sembrava essere soprattutto ritmo e adattamento alla terra: diventato invece l’ennesima dimostrazione di forza, con una tripletta Indian Wells–Miami–Montecarlo che finora era riuscita solo a Novak Djokovic nel 2015. Un inizio di stagione ideale in vista del grande obiettivo, il Roland Garros.
Attualmente la classifica mondiale riflette un sostanziale equilibrio tra Sinner e Alcaraz: Sinner 13.400 punti contro i 13.240 dello spagnolo, con soli 160 punti di distacco. Tuttavia, la differenza reale è molto più pesante per Alcaraz: tra ora e il Roland Garros deve difendere circa 3.330 punti, mentre l’italiano ha da difendere circa 1.950. Questa disparità apre una finestra concreta per Sinner di consolidare la leadership almeno fino a Wimbledon, consolidando così un primato che appare solido anche nelle prospettive a medio termine.
Non è impossibile, però, che Alcaraz possa riaprire le fila in vista della stagione sull’erba: per farlo dovrà fare bottino pieno nelle tappe principali come Barcellona e Madrid, dove è lecito attendersi un forcing importante, e sperare in qualche passo falso dell’azzurro. Anche se, in base a quanto mostrato nell’ultimo periodo, la probabilità di un’inversione di rotta sembra piuttosto contenuta: Sinner ha dimostrato di saper gestire le tappe cruciali e di mantenere una crescita costante, capace di proiettarsi verso i grandi obiettivi della stagione.