[2] J. Sinner b. D. Dzumhur 6-3 6-3 Non accenna a fermarsi il magic moment di Jannik Sinner che, dopo aver messo il sigillo sul prestigioso titolo di Indian Wells, bagna il suo esordio sul cemento dell’”Hard Rock Stadium” di Miami (nel secondo turno del Miami Open presented by Itau) con una prestazione di estrema solidità. Opposto a un Damir Dzumhur (numero 76 ATP) mai domo, ma tecnicamente sovrastato dalla velocità di palla dell’azzurro, il numero 2 del mondo ha sbrigato la pratica con un doppio 6-3 in poco più di un’ora di gioco. Per l’altoatesino si tratta della dodicesima vittoria consecutiva nei Masters 1000, una striscia d’oro iniziata nel deserto californiano che ribadisce, se ancora ce ne fosse bisogno, la sua candidatura come uomo da battere anche in Florida. Il successo contro il bosniaco, tuttavia, non vale solo il pass per il terzo turno, ma scolpisce il nome di Jannik in una pagina di storia del tennis finora mai scritta. Con i due parziali vinti oggi, Sinner ha infatti stabilito il nuovo primato di vittorie consecutive (12) ottenute a livello Masters 1000 senza concedere nemmeno un set agli avversari. Un’impresa senza precedenti dall’introduzione del formato nel 1990, che gli permette di staccare Novak Djokovic, fermatosi a quota 11 nel 2016. In attesa di sfidare il vincente tra Corentin Moutet e Tomas Machac, Jannik si gode un record che ne certifica la definitiva mutazione in dominatore del circuito, capace di una continuità che spaventa i rivali. Primo Set: Sinner parte in quarta, Dzumhur prova a scuotersi ma il break decide il parziale L’avvio di Jannik Sinner sul cemento di Miami è di quelli che non lasciano spazio alle interpretazioni. Il numero 2 del mondo approccia l’incontro con una determinazione feroce, concedendo le briciole al servizio e trovando subito il ritmo giusto con il dritto. Nonostante un piccolo errore in uscita dal servizio con il back, l’azzurro rimedia immediatamente con uno sventaglio di diritto che sigilla il primo game. Il break arriva fulmineo nel gioco successivo: Sinner disegna il campo con precisione chirurgica e chiude il punto del 2-0 con un passante incrociato stretto che lascia Dzumhur immobile a metà campo. Il monologo altoatesino prosegue nel terzo game, dove Jannik dimostra di aver già trovato il feeling con le righe di Miami Gardens. Nonostante un doppio fallo d’apertura — unico neo di un inizio quasi perfetto — il pusterese rimedia prontamente scagliando due ace consecutivi che lo proiettano sul 3-0. Dall’altra parte della rete, il bosniaco sembra inizialmente stordito dalla velocità di palla dell’avversario, faticando a trovare una contromisura tattica per arginare le accelerazioni di un Sinner in pieno controllo territoriale. La reazione di Dzumhur, però, non si fa attendere e il match ne guadagna in spettacolo. Nel quarto gioco, il classe ’92 ritrova fluidità nei colpi e accorcia le distanze (1-3), ma è nel quinto game che il