Il Barcelona Open Banc Sabadell è entrato nel vivo: lo storico torneo catalano, che oggi è un ATP 500, arriva alla 73ª edizione. Tommy Robredo, direttore dell’evento, ha rilasciato di recente un’intervista a Clay, in cui l’ex numero 5 del mondo ha affrontato temi come il futuro del torneo, possibili cambiamenti nel tennis e il calendario ricco di appuntamenti, oltre a molto altro ancora.
Robredo ha spiegato che avere sia Jannik Sinner sia Carlos Alcaraz sarebbe complicato a causa del calendario fitto: Meno tornei ATP 250 e 500 significherebbe più eventi Masters, è questo, in breve, il pensiero di Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP. Ma cosa accadrà ai tornei come Barcellona? “Non ne ho idea”, ha ammesso Robredo. “Le licenze esistono da tempo e l’ATP utilizza un formato consolidato; cambiarlo non è facile. Capisco l’esigenza di offrire i migliori tornei possibili e di garantire costante miglioramento. Lavoriamo al 100% per offrire il miglior servizio, aumentare i premi in denaro, offrire più servizi al pubblico e agli sponsor. Siamo in pole position tra i tornei ATP 500 e faremo tutto il possibile nel caso in cui un giorno dovessimo ricevere un riconoscimento. Se arriverà, saremo felici; altrimenti continueremo a mantenere la nostra leadership”.
La possibile partecipazione di Alcaraz, idolo di casa e due volte campione dell’evento (2022 e 2023), insieme a Sinner resta tra gli obiettivi, ma non è facile. Come spiegato, il calendario “parte da Indian Wells, Miami e Monte Carlo” e quindi la presenza di entrambi al Barcelona Open Banc Sabadell richiede un’acquisizione di scadenze e risorse non banale. Il nostro obiettivo è avere il campo di partecipanti più numeroso possibile e creare lo scenario migliore, ma l’arrivo di Sinner e Alcaraz resta condizionato da molteplici fattori, inclusi quelli economici.
Robredo è poi tornato sulla solidità del circuito: non vede rischi di una scissione in due leghe del tennis, tra “grandi tornei” e quelli più piccoli. Secondo lui, “ci sono tanti tennisti che devono avere opportunità di giocare”. Se guardi ad altri sport, come il golf con lEuropean Tour o la Formula 1 con la Formula E e la Formula 2, vedi strutture a due livelli; anche se è ipotizzato, non è chiaro se il tennis possa evolversi in quel modo. In ogni caso Robredo ritiene che il circuito sia solido e ben organizzato, e che eventuali cambiamenti, se ce ne saranno, saranno contenuti e mirati.