Partita fantastica di Zverev, super aggressivo con il dritto, bene anche al servizio e nell’atteggiamento.Sinner in due. Da lunedì Alexander Zverev tornerà a essere il numero 3 del mondo e, siccome i punti ATP non sono in omaggio al supermercato per ogni 100 euro di spesa, un motivo per cui Sascha è il primo degli umani ci deve pur essere. Djokovic gioca poco, ma ha ottenuto risultati migliori negli Slam? Vero. Il tedesco gioca troppo per essere n. 3 del mondo? Può essere, ma se finché il fisico regge vuol dire che è più bravo degli altri. Il passato di Zverev è noto: è stato n. 2, ha avuto persino la chance di salire al n. 1, ma si è sciolto sul più bello – come del resto accadde nella sua prima finale Slam allo US Open (ne ha poi giocate e perse altre due tra Roland Garros e Australian Open). Il futuro però è ancora da scrivere: “So che probabilmente non batterò nessun record, ma il mio obiettivo principale è migliorare il mio gioco per arrivare a vincere uno Slam“, diceva Sascha prima della semifinale con Sinner. Dalle parole ai fatti Se è vero che ormai da tempo queste sue dichiarazioni rimbombano nelle orecchie degli appassionati, per evitare di passare alla storia come il giocatore più forte senza mai aver vinto un Major Zverev si sta finalmente impegnando per provare a metterle in pratica. La chiave del miglioramento passa inevitabilmente da un tennis più improntato all’aggressività (su cui si può lavorare) e un maggiore cinismo (per cui invece l’unico vero allenamento è affrontare sempre più momenti di grande tensione in partite importanti). Zverev ha vinto quasi tutto. Ha vinto Masters 1000, ATP Finals, anche un oro olimpico. Ma se il potere logora chi non ce l’ha, uno Slam può non essere da meno per un giocatore di questa caratura. A volte quasi ci si dimentica della sua posizione in classifica o del suo palmarés, ma esistono pur sempre delle aspettative con cui fare i conti. Vincere con gli altri non è un problema – non che non lo sia mai, ma diciamo che spesso non lo è – mentre vincere con i più forti, nei palcoscenici più importanti, per Sascha lo è eccome. Sconfitte e sconfitte Al di là del record di una vittoria e 14 sconfitte contro top 5 a livello Major – ai limiti dell’imbarazzante, sempre tenendo in considerazione lo status del soggetto – per Zverev iniziano ad allungarsi le sconfitte contro quelli con cui, se vuoi vincere uno Slam, a volte puoi perdere, ma altre dovresti anche vincere. Il tedesco ha perso le ultime 7 sfide contro Sinner, 4 delle ultime 5 contro Alcaraz, 2 delle ultime 3 contro Djokovic e 3 delle ultime 4 contro Musetti. Ci sono però sconfitte e sconfitte: se in semifinale all’Australian Open, contro un Alcaraz menomato, Zverev proprio non doveva perdere, contro Sinner a Miami era dura giocare meglio di così. Eppure, come voleva la provocazione iniziale, al tedesco non è bastato giocare in spinta, avere spesso il controllo dello