Il caldo estremo sta caratterizzando sempre di più questa edizione dell’Australian Open. Nel sabato del weekend di mezzo le previsioni indicano un picco di 40 gradi nel pomeriggio, ma già tra le 7 e le 9 locali si sfiorano i 30 gradi, inducendo gli organizzatori a tenere ben sigillati i tetti degli stadi fino a un secondo prima dell’ingresso in campo dei giocatori. I tifosi sono attrezzatissimi: cappellini, occhiali da sole, creme solari, borracce piene d’acqua, e lo è anche Melbourne Park, coi nebulizzatori d’acqua collocati in diversi punti dell’impianto. Un caldo così, d’altronde, può far paura anche a uno come Jannik Sinner. Oceano di fuoco…azzurro: i problemi di Sinner Sabato pomeriggio di Melbourne, terzo turno, Sinner vs Spizzirri sulla Rod Laver Arena. Manca una decina di minuti alle 14 quando l’indice Heat Stress Scale (un numero che sintetizza le condizioni ambientali legate alla calura) tocca il livello 4,3. Il superamento della soglia di 4,0 sancisce che in tutte le partite in corso verrà osservato un break di 10 minuti tra terzo e quarto set per le maschili e tra secondo e terzo set per le partite femminili. Poco dopo, Jannik porta a casa il secondo parziale, garantendo quindi questo break. Non esattamente quanto si augurava l’americano, ma il caldo amico di Sinner deve ancora toccare l’apice. Caldo amico di Sinner L’orologio segna le 14:35 di Melbourne, le 4:35 di notte in Italia, quando l’indice HHS segna 5.0. Ciò significa chiusura del tetto o sospensione della partita al raggiungimento di un numero pari di games. E sulla Rod Laver Arena ciò accade proprio mentre Sinner è in preda ai crampi sul 3-1 per il suo avversario. Un’autentica manna dal cielo per il n.2 del mondo, quasi prossimo al ritiro. Poco dopo il gioco si ferma su tutti i campi scoperti al raggiungimento di un numero pari di game, e il tetto viene chiuso anche sulla John Cain Arena, dove Lorenzo Musetti è avanti 2-0 nel quinto set contro Tomas Machac. Col tetto della Rod Laver Arena chiuso, si riprende a giocare. E l’italiano, menomato nel fisico ma non nel cuore e nella testa, resiste in qualche modo di fronte a uno Spizzirri mentalmente provato. Fino al climax drammatico del nono game del terzo set, chiuso dopo 16 scambi con un doppio fallo del n.85 del mondo, preludio alla conquista del terzo parziale da parte del campione in carica. Dopo i dieci minuti di break, Sinner torna in campo e, al termine di un altro drammatico quarto set, esce vincitore. A volte il caldo dà alla testa, altre volte aiuta gli audaci, specie quelli con i capelli rossi. Il caldo d’Australia “salva” Sinner Le misure messe in campo dagli organizzatori sono molteplici. Gli esperti di alte temperature della Macquarie University monitorano il potenziale impatto sui giocatori, utilizzando quattro variabili ambientali, (temperatura dell’aria, calore radiante, umidità e velocità del vento), che vengono inserite in un algoritmo fis