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Australian Open: Sinner non rischia nulla e vince in tre set su Duckworth. Al terzo turno c’è Spizzirri

[2] J. Sinner b. [WC] J. Duckworth 6-1 6-4 6-2 James Duckworth, fresco di compleanno numero 34 mercoledì, ha come regalo la sfida sulla Rod Laver Arena al cospetto del vincitore delle ultime due edizioni Jannik Sinner e la onora con una prestazione gagliarda e condotta con piglio aggressivo, alla ricerca del possibile in un match in cui gli allibratori valutavano come pressoché impossibile la sua vittoria. L’azzurro ha infatti vinto, senza forzare troppo il suo talento e lasciando, in qualche occasione anche troppo, l’iniziativa al rivale, che ha sbracciato bene ma, fatalmente quando chi ti pressa è uno come Sinner, in maniera spesso non ordinata e fuori misura. In sostanza l’andamento del match ha dato pienamente ragione ai bookmakers; l’azzurro ha quasi sempre preferito contenere, chiudendo da par suo i varchi per scoraggiare il rivale e costringerlo a cercare angoli sempre più acuti e impraticabili. Per l’azzurro una buona prestazione, soprattutto con il servizio (18 ace, il bottino più alto in carriera), e la conferma di una piena efficienza atletica. I margini di vantaggio che oggi la sua classe gli garantiva lo hanno esentato dal dispiegare il suo potenziale in aggressione, ma l’impressione è che nella faretra dell’asso azzurro tutto sia intatto e pronto per la bisogna. L’avversario di terzo turno sarà l’americano Spizzirri. Primo set: Sinner, inizio timido e progressione irresistibile Un solo punto per Duckworth nel game inaugurale. Il suo dritto in risposta toglie Sinner dal centro del campo e apre la strada per un secondo drive nello spazio vuoto. È su questo colpo che la wild card australiana deve edificare il progetto che mira a rendere la vita difficile al numero due del seeding. E, nel primo game alla battuta, Duckworth approfitta delle risposte ancora timide dell’asso altoatesino. Muove così il rivale con il dritto ma anche con un discreto uso del rovescio slice a una mano. C’è spazio anche per uno scambio di ventuno colpi con volée di rovescio finale. Il pubblico si felicita con Duckworth che tiene la battuta mentre Sinner va alla prima pausa lunga sul 2-1 con cinque ace all’attivo. L’azzurro non pare spingere più di tanto in queste prime battute, forse perché si è accorto che il suo avversario sta già dispensando qualche errore di troppo. James, infatti, perde per strada il rovescio, sua risorsa meno efficace, e concede nel quarto game due palle break consecutive. Sinner non riesce a rispondere sulla prima ma su quella successiva entra nello scambio e alza il ritmo a livelli insostenibili per Duckworth. Che si piega a un rovescio scagliato dal centro verso sinistra; il break si accompagna poi al sesto ace per Jannik, che si siede sul 4-1 dopo 18 minuti. Al rientro in campo l’italiano è un altro in termini di forcing e sale subito 15-40. Sinner non è più attendista e sulla seconda tracima di potenza addosso all’australiano che, preoccupato, commette due doppi erro