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Sinner fortunato? Fognini sbotta: “Ma se c’è una regola, perché la gente deve rompere le palle? E ricordatevi di questo match”

Jannik Sinner ha sconfitto Luciano Darderi agli ottavi di finale degli Australian Open, si è qualificato per i quarti, ma a far parlare è ancora il match di terzo turno contro Eliot Spizzirri. Lo statunitense si è mostrato più ostico del previsto, complici anche le condizioni fisiche non perfette dell’altoatesino, “aiutato” poi dalla regola che prevede l’attivazione dell’Extreme Heat Protocol – le misure di sicurezza per proteggere gli atleti dagli effetti del caldo – quando si raggiungono temperature estreme. Ed è quello che è accaduto: nessun favoritismo, nessun trattamento diverso dagli altri. Sul 3-1 Spizzirri e con un Sinner dolorante per i crampi alle gambe e alle braccia – già memore del ritiro a Shanghai di qualche mese prima – c’è stato il picco di caldo: in quella fase dell’incontro, l’HSS aveva raggiunto il massimo di 5 che prevede la sospensione immediata delle attività. È avvenuto sul centrale ed è avvenuto anche negli altri campi, esattamente nello stesso momento. Nonostante ciò, per Sinner sono arrivate tantissime critiche, soprattutto da giornalisti stranieri ed ex tennisti, con Fognini che ne ha preso le difese su Instagram: “Ma se c’è una regola, perché dovete rompere le palle?”. Le polemiche all’estero: “Sinner era cotto, è stato fortunato” Prima un giornalista straniero – dopo il match – ha chiesto a Sinner: “Hai detto di essere stato fortunato. Lo dicevi anche l’anno scorso qui a Melbourne, quando si ruppe la rete mentre eri in difficoltà contro Holger Rune. Hai paura che prima o poi la fortuna possa esaurirsi?“. Già in quella circostanza Sinner ha risposto da campione: “Questo non lo so. So però quanto lavoro e da quanto tempo do la massima priorità al tennis. Mi sento ben preparato, anche se in campo possono sempre verificarsi dei problemi. Ci sono giorni in cui non trovi soluzioni e non va tutto per il verso giusto. Ma con una mentalità positiva possono succedere più cose buone”. Poi i giornali australiani hanno esasperato l’uso dell’aggettivo lucky (“fortunato), legandolo alla sospensione e addirittura un quotidiano ha definito l’azzurro “Defending crampion“, con un gioco di parole sui crampi e la parola “champion“. A tornare su quel match a distanza di giorni anche Andy Roddick, nel corso del suo podcast ormai noto, che ha spiegato: “Sinner era cotto, era finito, non aveva speranze. Se non avessero chiuso il tetto, avrebbe perso”, prima di precisare che nei confronti di Sinner non sono state adottate norme “ad personam”. È stato semplicemente seguito il protocollo per la tutela della salute degli atleti. Fognini difende Sinner: “L’ha ammesso anche lui. E quindi?” Una serie di polemiche, prese in giro ed esasperazione del termine “fortuna” che ha convinto Fabio Fognini a prendere le difese dell’altoatesino. L’ex tennista – che si è ritirato a Wimbledon 2025 – negli ultimi mesi è molto attivo sui social e sem