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ATP Montecarlo: Sinner, Principe di Roquebrune e Nuovo Re dell’ATP — Sarà il Favorito Numero 1 a Roma e al Roland Garros?

Questa mattina al Country Club ho ricevuto la domanda più comune che mi viene posta ogni volta che si parla di Sinner e Alcaraz, e ho dovuto fornire la risposta più difficile: spero che vinca Sinner. Per i lettori di Ubitennis era evidente la mia posizione, perché i confronti diretti tra i due dicono Alcaraz in vantaggio su terra rossa 11-6 e 3-1. Il vento può favorire lo spagnolo, dato che Sinner predilige condizioni di rimbalzo costanti che non cambiano con le condizioni atmosferiche. Però, oltre i precedenti che, a mio avviso, non pesano troppo — ricordando che lo scorso Roland Garros Jannik ha avuto 3 match point e che la finale di Roma non è purtroppo indicativa dopo una sospensione di tre mesi — la cosa che più mi preoccupa è che Sinner non avrà sulla terra rossa gli stessi punti gratuiti offerti dal suo servizio sul cemento. Per questo motivo potrebbe esserci un leggero vantaggio di Alcaraz nei pronostici, anche se in questa settimana ho visto in generale una forma migliore di Sinner.

Queste sono le osservazioni che ho condiviso con tutti. In definitiva, Sinner è stato eccezionale e ha superato ogni aspettativa, in una giornata in cui nemmeno un ace è arrivato — cosa che non capitava da ottobre, al primo turno del Masters di Parigi contro Bergs — e in cui, fino al tiebreak che ha deciso il primo set, la percentuale di prime palle era sotto il 40%. Nonostante questo, è riuscito a domare il vento e a prevalere su Alcaraz negli scambi di fondo campo, in particolare lungo la diagonale dei rovesci.

Ho chiesto se la supremazia negli scambi da fondocampo fosse stata la chiave decisiva dell’esito, sia per Sinner sia per Alcaraz; forse ho posto troppe domande a Sinner in contemporanea e lui si è soffermato più sul servizio che sull’efficacia dei due rovesci. Alcaraz, invece, è stato chiarissimo nell attribuire la propria sconfitta a quel dettaglio. Se leggerete la sua risposta all’ultima domanda, capirete.

Mi è piaciuta la serenità e la trasparenza con cui, anche in una giornata che non avrebbe potuto causargli grande dispiacere, è stato sorridente e disponibile. Quando è entrato nella sala conferenze, alle 19:05, eravamo rimasti in pochissimi giornalisti ad aspettarlo. Avevano parlato prima Vagnozzi e poi Sinner, e chi doveva chiudere i pezzi — cronache, opinioni sull’accaduto e riassunti delle interviste — hanno risposto presenti per completare la cronaca live. Alcaraz, quando ha visto che non c’era quasi nessuno, ha sorriso e ha scherzato: “Ehi, non sono più importante!”