Arthur Fils non è riuscito a nascondere il dispiacere dopo la sconfitta in semifinale contro Jannik Sinner: in conferenza stampa ha ammesso di sentire che, contro il numero uno del mondo, quasi sempre sembra di giocare bene ma non basta mai. Il giovane francese si è dovuto abituare alla velocità della palla di Sinner, diversa da quella di qualunque altro avversario, una prova che lo ha lasciato con una sensazione di inevitabile salita di livello degli avversari.
Sinner, dal canto suo, vive un momento straordinario: il campione in carica ha fiducia alle stelle, un ritmo psicofisico da sogno e ora punta a centrare il quinto Masters 1000 consecutivo, un’impresa finora mai riuscita a nessuno. Con la vittoria in semifinale per 6-2, 6-4 su Fils, l’azzurro ha blindato la sua forma impeccabile e ha chiuso senza concedere palle break, dimostrando che la sua forma sulla terra rossa è in continua crescita anche in questa fase di stagione.
Prima del match, Fils arrivava da una settimana positiva, dopo il trionfo a Barcellona nell’ATP 500, dove aveva eliminato Musetti, Jodar e Rublev con grande facilità, distinguendosi dagli avversari più esperti. Nonostante il successo in Catalogna, l’elegante mancino ha dovuto fronteggiare l’esplosività di Sinner, che resta un punto di riferimento assoluto nel tennis moderno. Riferendosi alla differenza di velocità di palla tra i due, Fils ha spiegato che la chiave è stata adattarsi al ritmo unico imposto dal numero uno: “Nel primo set ho incontrato difficoltà, mentre lui ha giocato molto bene. Ho dovuto abituarmi alla velocità della sua palla, che è diversa da quella di tutti gli altri”, ha commentato, riconoscendo la superiorità dell’avversario.
Il confronto ha messo in evidenza una distanza che continua a separare Sinner dai principali rivali di principio e dai giovani talenti emergenti come Fils. Il 25esimo giocatore del ranking, reduce da una recente vittoria in un 500 e da una serie di successi a Madrid, ha lottato per imbastire una risposta contro il gigante di Safi, ma è riuscito a mettere insieme solo sei game nel set finale. L’episodio ribadisce quanto oggi Sinner sia al centro della scena tennistica, non solo per i risultati immediati ma per la costanza e la velocità di esecuzione che lo collocano in una fascia di élite ancora più alta rispetto agli altri protagonisti del circuito.