Una sconfitta che tiene dentro rammarico ma anche la fiducia di ripartire verso il futuro: Benjamin Bonzi, dopo la sfida contro Jannik Sinner all’ATP Madrid, esce dal Manolo Santana con la consapevolezza di aver mostrato una versione forte e determinata di sé, nonostante la lotta di 2 ore e 20 minuti che lo ha visto cedere al termine del match. L’impressione è quella di una crescita emotiva e sportiva, trainata da una visione chiara di dove migliorare.
Il francese ha offerto una prestazione di alto livello, caratterizzata da tenacia, intraprendenza ed efficacia, soprattutto nel primo set, vinto proprio da lui nonostante le ripetute difficoltà che Sinner ha saputo orchestrare. “Ho giocato una partita davvero buona, e c’è stata solo un po’ di frustrazione per quel piccolo dolore nel secondo set che mi ha scombussolato il piano di gioco che avevo in mente, che ero riuscito a mantenere molto bene per tutto il primo set”, ha raccontato Bonzi, come riportato da L’Équipe. Quel senso di irritazione all’uscita dal recinto di gioco si è trasformato in una consapevolezza: non è stato possibile rendere al massimo per tutta la durata dell’incontro.
Ormai fuori dalla Top 100 e in cerca di una vittoria di peso, il ventinovenne di Nîmes ha avuto il merito di restare competitivo contro Sinner fin dai primi scambi, trascinando il primo set fino al tie-break e rivelando una notevole capacità di elevarsi nei momenti di maggiore difficoltà. Il passante di Bonzi ha cancellato il set point dell’azzurro, permettendogli di prendere virtualmente slancio verso la conquista del parziale. Nonostante la battaglia sportiva, resta il rammarico per il modo in cui un infortunio minimo ha influito sull’andamento generale della sfida.
Questo piccolo intoppo ha portato Bonzi a guardare al passato, come ha confidato: “Questo piccolo intoppo mi ha fatto ripensare all’anno scorso contro Taylor Fritz (ritiratosi a Madrid al terzo turno). Ho perso un po’ di energia e concentrazione, e questo è imperdonabile. Ho chiamato il fisioterapista, che mi ha rassicurato dicendomi che il dolore non persisteva. Sono riuscito a giocare un set completo alla fine. Ma è un peccato, perché ci sono state anche molte cose positive. Sono riuscito a metterlo in difficoltà, mi sentivo bene in campo, ho servito abbastanza bene. Sono stato solido da fondo campo e negli schemi che volevo imporgli”.
L’esperienza di Madrid, con la differente abitudine all’altura, si è riflessa anche sull’approccio al match e, in parte, sull’esito del primo set. Bonzi ha iniziato il torneo passando dalle qualificazioni, mentre Sinner faceva il suo esordio sulla terra rossa della capitale spagnola, una differenza che ha contribuito a plasmare una dinamica di gioco diversa e un margine di adattamento che il francese sta dimostrando di saper gestire. Per Bonzi, dunque, Madrid resta una tappa chiave per affinare la preparazione in vista della stagione su terra, con la speranza di capitalizzare questa esperienza per ritrovare rapidamente freschezza, fiducia e risultati concreti.