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Stefano Massari: “Sinner può essere più costante ai vertici. Ma il picco di Alcaraz è più alto”

Dopo l’era dei Big Three, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz stanno catalizzando l’attenzione degli appassionati di tennis. All’inizio di ogni torneo a cui prendono parte entrambi, i fan sfegatati non aspettano altro che una finale tra l’azzurro e lo spagnolo. Una rivalità che nei suoi primi anni di vita ha prodotto 17 scontri – ancora nessuno in questo 2026 – se consideriamo tutte le volte in cui il 24enne altoatesino e il 22enne murciano sono scesi in campo l’uno contro l’altro. In 6 occasioni è stato Sinner ad avere la meglio; 11 sono stati invece i successi di Alcaraz, uscito vittorioso da alcune battaglie leggendarie come quella ai quarti di finale dello US Open 2022 o all’ultimo atto del Roland Garros 2025. Numero 2 Jannik, numero 1 Carlos nella classifica mondiale attuale (anche se dopo il 1000 di Monte Carlo questo potrebbe cambiare), i due dominatori del circuito stanno facendo incetta di titoli da ormai qualche anno. Federica Cocchi ha voluto parlare di questo tema con Stefano Massari – in passato mental coach di Matteo Berrettini – in un’intervista realizzata per La Gazzetta dello Sport. Massari: “Sinner e Alcaraz sono campioni, ma in modo diverso” Lo scontro tra Sinner e Alcaraz non è però interessante solamente per il confronto di stili e per l’elevato livello di tennis espresso da entrambi. “E’ una sfida magnetica, interessante, emozionante”, ha dichiarato Massari. “Alcaraz è istintivo, viene da un contesto come Murcia che, anche a livello di cultura delle emozioni, è lontanissimo da quello di Sinner e delle sue montagne in Alto Adige. Origini, cultura, emozioni agli antipodi che hanno dato e stanno dando vita a un testa a testa meraviglioso per lo sport”. Nello specifico, “sono campioni tutti e due, ma in modo diverso. Sinner è ipermetodico, molto lineare, con una gestione quasi totale di sé. È continuo: le sue prestazioni hanno una base stabile, è difficile vederlo fallire in modo netto nei primi turni. Alcaraz invece è più legato all’istinto, all’emozione, a una dimensione più ‘animale’, nel senso bello, positivo del termine”. Massari: “Sinner può essere più solido ai vertici, Alcaraz ha un picco più alto” In seguito, Massari ha detto la sua su chi tra i due è più propenso a rimanere in vetta, che però per lui allo stesso tempo non è il medesimo giocatore capace di esprimere il livello di gioco più alto in assoluto. “Io ho sempre pensato che, sul medio e lungo termine, Sinner possa essere più solido ai vertici, proprio per questa continuità. Ma attenzione: quando Alcaraz tocca il suo massimo, nessuno gli sta dietro. Il suo picco è più alto di quello di qualunque altro giocatore”. Emozioni, punti spettacolari e una certa inclinazione verso l’intrattenimento del pubblico. Seppur negli ultimi anni lo spagnolo sia diventato decisamente più concreto, lasciando spesso questi aspetti sopiti, la sua indole talvolta esce allo scoperto,