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Bertolucci su Sinner: è fisiologico avere un calo; Barazzutti: dobbiamo toglierci il cappello di fronte a questo ragazzo

Dopo l’eliminazione clamorosa di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros per mano di Juan Manuel Cerundolo, il mondo del tennis reagisce con messaggi di sostegno ma anche con riflessioni sulle condizioni estreme in cui si è giocato a Parigi. Due ex azzurri di Coppa Davis, Paolo Bertolucci e Corrado Barazzutti, hanno commentato la sconfitta del numero uno del mondo sostenendo che il caldo possa aver avuto un ruolo decisivo.

Paolo Bertolucci, in una dichiarazione all’Adnkronos, ha sottolineato che “ora siamo tutti con la bandiera a mezz’asta perché ha perso una partita, ma lo sport è così: i grandi perdono agli Slam anche senza infortuni”. L’ex capitano ha invitato a ridimensionare il clamore attorno a una battuta d’arresto arrivata dopo mesi di grande rendimento: “Sinner non perdeva da oltre tre mesi, ha vinto molto e un calo è fisiologico”. Secondo Bertolucci, se Sinner non avesse accusato il malore nel terzo set, “è chiaro che avrebbe vinto, ma nello sport, ribadisco, succedono queste cose. Tornerà più forte come ha sempre fatto dopo ogni sconfitta”. L’ex capitano ha poi evidenziato le difficoltà di giocare in condizioni climatiche così estreme: “Non sono un medico, ma farò tutto il possibile per essere al top fisicamente e, in quelle condizioni brutali, è difficile restare impeccabili e possono insorgere problemi”.

Bertolucci ha rifiutato l’idea che una stagione lunga sulla terra rossa possa aver influito sul rendimento del numero uno: “Giocare tutti i tre 1000 sulla terra non c’entra con questa sconfitta: sono passati 11 giorni dalla finale di Roma, non credo possa aver influito”.

Anche Corrado Barazzutti, nell’intervista all’Adnkronos, ha parlato di “caldo estremo” e ha spiegato che in tali condizioni può capitare di avere un malore. “È stato eroico per come ha lottato, ma nelle condizioni in cui si trovava era impossibile vincere”, ha detto l’ex capitano di Davis. Per Barazzutti Sinner ha continuato il match “per rispetto del pubblico e dell’avversario” e ha aggiunto che bisogna togliergli il cappello di fronte a questo ragazzo: “Mi è molto dispiaciuto, gli è mancato un game, pochi minuti e avrebbe potuto vincere la partita e probabilmente anche il torneo”. Barazzutti ha poi ricordato una sua esperienza personale con il colpo di caldo, avvenuta a Cervia durante una Coppa Davis contro la Nuova Zelanda, dove sentì vertigini e aveva la testa che girava.

Sul tema della programmazione, Barazzutti ha mostrato una leggera cautela nel confronto con Bertolucci: forse giocare tutti e tre i Masters 1000 sulla terra rossa è stato un azzardo, e in retrospettiva potrebbe aver convinto Sinner a saltare Madrid. Bertolucci, peraltro, ribadisce che “non sono un medico, ma è fisiologico avere un calo”, lasciando aperta la discussione sull’impatto delle condizioni di gioco e sulla gestione del calendario.

In sintesi, l’eliminazione di Sinner al Roland Garros ha acceso un dibattito tra due icone della pallacanestro azzurra sullo stato di forma del campione e sulle difficoltà di competere a livelli elevati in condizioni atmosferiche così estreme, con un riconoscimento comune del valore e della resilienza del numero uno del mondo, pronto a tornare più forte.