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Alcaraz: Sinner diventerà ancora più forte sulla terra rossa, in cerca di titoli

Carlos Alcaraz, dopo la vittoria al primo turno del Rolex Monte-Carlo Masters su Sebastian Baez, guarda avanti con una consapevolezza chiara di cosa lo attende. E il nome su cui punta resta lo stesso: Jannik Sinner. Una rivalità ormai strutturale che si sposta ora sul rosso della terra battuta, terreno teoricamente più favorevole allo spagnolo ma tutt’altro che scontato.

“Conosco Jannik e abbiamo visto tutti che torna sempre più forte e migliore dopo le sconfitte”, spiega Alcaraz, mettendo subito in chiaro il rispetto per l’azzurro. Poi aggiunge: “Sono sicuro che abbia analizzato i tornei giocati sulla terra l’anno scorso e che quest’anno farà meglio. Devo essere pronto”. Il punto centrale è proprio la crescita costante di Sinner, anche su una superficie storicamente non di sua natura. “Direi che lui si sente più naturale sul cemento, mentre io mi sento più a mio agio sulla terra”, ammette Carlos, prima di allargare lo sguardo: “Vedremo come andrà, ma lui è affamato di successi sulla terra; sono i tornei che gli mancano nel palmares. Sarà una stagione molto interessante per entrambi”.

“Mi ha sorpreso vedere Sinner qui: adattarsi così è da grandi”. L’adattamento, probabilmente il tema più delicato di questa fase della stagione, è al centro del confronto tra le superfici: dal cemento americano alla terra europea, una transizione tra le più complesse del calendario. Alcaraz lo sa bene: “Tra l’ultimo giorno a Miami e il primo qui è passata solo una settimana. C’è il fuso orario, la superficie diversa, le palle diverse, l’ambiente diverso”. Tutti fattori che rendono il passaggio estremamente impegnativo. Per questo, la presenza di Sinner non è sfuggita al suo sguardo attento: “Mi ha sorpreso vederlo qui perché ha avuto poco tempo per riposare”. Eppure la risposta è stata immediata: “Oggi ha giocato il doppio e si è comportato benissimo. Questo dimostra che grande giocatore sia: si adatta molto velocemente”.

Non solo tematiche di adattamento: sul piano tecnico, Alcaraz chiarisce un punto importante. “Direi che è più facile passare dalla terra al cemento. Sulla terra serve più tempo per leggere il rimbalzo e capire come scivolare”. Infine, una nota personale sul proprio stato di forma: “Sì, ho sorpreso me stesso. Pensavo che mi sarei sentito peggio, invece sono sorpreso dai movimenti e da come ho colpito la palla. Sono davvero felice”.