Carlos Alcaraz ha centrato la vittoria numero 300 in carriera grazie al successo nei quarti contro Alexander Bublik, 6-3 6-0, un traguardo arrivato in appena 367 incontri che racconta meglio di qualsiasi parola la rapidità e la precocità del suo percorso. Quando gli chiedono di indicare tre match simbolo, la risposta arriva immediata: “Il primo. Il primo è sempre speciale, la prima partita ATP che ho vinto”. Era il Rio Open del 2020 contro Albert Ramos. Poi lo sguardo si sposta sui grandi palcoscenici: “Direi la finale del Roland-Garros”. E infine un passaggio chiave nella sua crescita: “La prima vittoria contro Novak Djokovic. Sono questi i miei tre preferiti”.
Sul tema tecnico, Alcaraz guarda a Jannik Sinner e al colpo che negli ultimi mesi sta diventando sempre più centrale nel proprio gioco: la smorzata. “Ho visto che Jannik ne ha fatte molte più del solito. E lo sta facendo molto bene”, dice, sottolineando il lavoro che lo ha portato a questo risultato: “Si vede che ci ha lavorato tanto, ma adesso sembra un colpo naturale per lui. Costruisce il punto, fa arretrare l’avversario e poi usa la smorzata. Sta diventando una grande arma”. E sul confronto diretto scherza: “Non so se guarda i miei video per migliorare (sorride). Non sono preoccupato. Sono contento che provi cose nuove per migliorarsi. Mi preoccuperò quando dovrò giocarci contro”. Parlando di Sinner, poi aggiunge cosa gli piacerebbe “rubare”: “La transizione da difesa ad attacco è incredibile. Il modo in cui colpisce la palla, sempre nello sweet spot, è qualcosa che guardo spesso. E poi il servizio: è migliorato tantissimo negli ultimi mesi, sia la prima che la seconda”.
“Con Bublik ho giocato una grande partita”: l’analisi di Alcaraz descrive una prestazione senza sbavature, quasi una risposta diretta alle difficoltà del turno precedente. “Ho giocato una grande partita, molto solida dall’inizio alla fine”, sottolinea, spiegando che, rispetto al match precedente, la differenza è notevole: “Lì avevo perso un po’ il feeling nel secondo set e avevo lasciato entrare il mio avversario. Oggi invece ho alzato il livello e non gli ho permesso di giocare il suo tennis”.
Ora arriva la semifinale, con un’incognita ancora da sciogliere. Se l’avversario dovesse essere Valentin Vacherot, Alcaraz esprime grande rispetto: “Il suo percorso è impressionante, giocare in casa gli dà tanta motivazione. Ci siamo allenati una volta, è un avversario tosto”. Dall’altra parte resta l’opzione Alex De Minaur: “È sempre difficile, un grande giocatore”. Nessuna preferenza, solo una certezza: “Sarò felice di affrontare chiunque. Ma sarebbe bello giocare contro Vacherot qui, a casa”.