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ATP Roma: Ruud elogia Alcaraz e Sinner, due leggende del tennis — vorrei essere al loro posto

Da Roma, il nostro inviato riferisce che Casper Ruud ha chiuso il torneo degli Internazionali BNL d’Italia con una prestazione quasi perfetta, mancando soltanto nello scontro del secondo set contro Karen Khachanov. Il 27enne norvegese, in semifinale al Foro Italico, ha concesso appena due game a Luciano Darderi, uscito stanco e privo di energie. Dopo la vittoria che lo ha proiettato nella sua prima finale a Roma — completando la collezione delle finali nei Masters 1000 sulla terra battuta — Ruud, attuale numero 25 al mondo, è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti.

Andrea Binotto di Ubitennis gli ha chiesto se possa incontrare Jannik Sinner in finale e, nel caso, cosa cercherà di fare di diverso rispetto all’edizione precedente del torneo, quando i due avevano già giocato qui a Roma. Ruud ha risposto che affronterà la finale come una partita qualsiasi, cercando di non farsi travolgere dall’emozione. Sinner è in un momento di grande fiducia e sta riscrivendo numerosi record, ma è umano: dovrà pensare a questo aspetto. L’anno scorso Sinner lo ha asfaltato; entrambi lo ricordano. Ruud vuole restare concentrato su ciò che sta facendo bene, sapendo che contro Sinner serve innalzare il livello tre o quattro volte. Questo è l’obiettivo non solo per la finale di Roma, ma anche per l’allenamento di domani.

All’inizio della settimana Ruud aveva detto di ritenersi un giocatore migliore rispetto a un paio di anni fa, pur riconoscendo che altri hanno avuto curve di miglioramento più marcate. È stato difficile da accettare? Il Ferrato transfer risponde che a volte bisogna guardarsi allo specchio e capire che in alcune sconfitte non tutto era scritto nel destino. Ci sono state occasioni in cui qualcun altro poteva prendere il posto dei Big Three, quando sembrava che la loro supremazia fosse giunta al termine. Djokovic è ancora in partita e, a suo avviso, ha la possibilità di vincere i tornei più importanti quando è al meglio. Ruud ammette di essere stato uno dei giocatori che ha suscitato molto interesse, ma non è riuscito a sfruttare quel momento. È stato superato e battuto da altri.

Poi entrano in scena Sinner e Carlos Alcaraz, diventati vere leggende: a casa, Ruud talvolta desidererebbe essere al loro posto, ma è anche realistico e ritiene che abbiano qualcosa di speciale, oltre al talento, grazie a un lavoro incredibile. La loro crescita è stata decisamente superiore alla sua negli ultimi anni. È stata una fonte di frustrazione? Un po’, ma non si può pensare costantemente agli altri giocatori. Nel sport del tennis bisogna restare in carreggiata, concentrarsi su se stessi, perché è uno sport individuale. Confrontarsi con gli altri è probabilmente uno degli errori più grandi.