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ATP Roma: Jannik Sinner – l’Italia è cambiata quando ho vinto il mio primo Slam

Da Roma arriva un Sinner concentratissimo, pronto a dimostrare che sul campo da tennis conta prima di tutto la testa e il corpo. Dopo un esordio nelle sue corde, l’azzurro ha superato i sedicesimi di finale contro Popyrin, lasciando al tabellone solo due giochi nel primo set. Sotto un caldo soffocante al Foro Italico, la prestazione non viene scalfita nemmeno dal sole e dal completo nero, e Sinner si presenta sereno in conferenza stampa.

La fiducia, lui stesso la attribuisce a un lavoro che non si svolge solo in campo. Per allenarsi servono disciplina e tempismo: “La cosa più importante è il corpo. Se non sei al 100% non competi, tutto passa molto veloce. Devo restare concentrato, ma dipende anche da quando gioco. Domani torno in campo, non c’è un giorno libero: cercherò di aggiungere qualcosa, ma c’è sempre tempo per migliorare.” I numeri degli avversari, aggiunge, sono parte della storia, non una competizione personale: “Quello che hanno fatto i Big Three per 15 anni è incredibile. Io costruisco la mia storia con il mio team. Sto vivendo un periodo molto positivo, ma gioco a tennis per migliorarmi e divertirmi in campo, non per inseguire un record.”

Sull’aspetto tattico e la pressione mediatica, Sinner lascia intendere che la sua attenzione è guidata dalle scelte sul campo. “Il risultato è una conseguenza dell’attenzione alle decisioni che prendi. Controllo ciò che posso e cerco di adattarmi. Ogni avversario gioca in modo diverso, devi restare lucido altrimenti fai fatica ad uscirne: quando scatta una crisi, è facile rimanere intrappolati.” Quanto all’impatto di tutto l’attenzione sul suo equilibrio personale, risponde ridendo: non è esterraneo da tutto questo, anzi protegge la sua famiglia. Il successo non lo ha cambiato: è una persona normale, incuriosita dall’enorme entusiasmo che lo circonda e dal fatto che tanti italiani continuino a fare cose positive.

Riguardo al derby italiano con Pellegrino, Sinner si aspetta una partita dura ma amichevole; conoscono entrambi il livello, hanno giocato insieme da tempo e ora si ritrovano a questo stadio della carriera. “Fare un derby in casa è sempre bello; lui sta facendo un torneo incredibile. Ci aspetta una sfida molto intensa, ma siamo due atleti diversissimi e è bello che entrambi siamo a questo livello.”

Infine, una riflessione sulla pianificazione: Vagnozzi aveva indicato che inizialmente c’era un punto di domanda sul Madrid, ma poi è arrivata la decisione di partecipare perché Sinner si sentiva bene. “Abbiamo messo tutte le carte sul tavolo, pensando a ciò che fosse meglio per arrivare agli obiettivi successivi,” conclude, sottolineando di aver valutato attentamente la strada da percorrere per continuare a crescere.