Mi dispiace che Jannik Sinner sia stato male e che sia uscito dal Roland Garros. Non posso definirmi un grande appassionato del tennis di oggi, lo ero un tempo – ho cresciuto insieme al mito di John McEnroe –, ma non è stato piacevole vederlo lottare in quelle condizioni. Anche altri suoi colleghi hanno sofferto il caldo a Parigi, e non è difficile prevedere che, se la morsa del caldo non si allenta, altri atleti potrebbero trovarsi nella stessa situazione nei prossimi giorni.
Tuttavia, quando ho letto la notizia, mi è venuto in mente un pensiero professionale: chissà che questa disavventura che vede protagonista uno degli sportivi più noti e forse anche più amati in Italia e nel mondo possa servire ad aprire gli occhi anche a chi finora li ha tenuti chiusi per scelta, indifferenza o ignoranza. Parlo di chi sostiene che “fa sempre caldo”, che “il clima cambia”, o che “se ora non fa caldo, quando mai farà caldo”. Aprire gli occhi su cosa? Sulla crisi climatica, sul collasso climatico che ci sta esplodendo in faccia, e sulla necessità di azioni urgenti e radicali che però non si intravedono all’orizzonte. Ci sono solo spezzoni di interventi, che però andrebbero valorizzati e amplificati ogni giorno.
Aprire gli occhi, però, non basta. Bisogna andare oltre, capire che si tratta di un sistema intero di modello di sviluppo che sta scavando la nostra fossa climatica. E allora proviamo a farlo: chi segue il Roland Garros vede sui campi e sui tendoni il logo BNP Paribas, una delle maggiori banche del mondo. Se si consulta la homepage del Roland Garros, in alto a destra ricompare lo stesso loghino: “we are tennis” è il claim della pagina. Sinner è stato sconfitto dal caldo infernale. Da giorni la Francia e mezzo continente europeo sono nella morsa del caldo record. Se si osservano i commenti e i dati dei climate scientist e dei meteorologi, è tutto un “unprecedented” senza precedenti: non era mai successo prima. E molti ammoniscono che, se non si cambia rotta drasticamente e con urgenza massima, la situazione continuerà a inasprirsi: avete presente chi dice che “la prossima estate sarà la più calda della nostra vita”? Ci siamo capiti.
La prima e principale causa della crisi climatica è l’uso di combustibili fossili – carbone, petrolio e gas fossile. Per questo è necessario smettere di bruciarli il prima possibile, programmando di cessarne l’uso nel minor tempo possibile: una trasformazione radicale del modello energetico e delle nostre infrastrutture è indispensabile. È tempo di tradurre queste parole in azioni concrete: ridurre drasticamente i combustibili fossili e accelerare la transizione verso energie rinnovabili, per proteggere lo sport, la salute pubblica e il pianeta.