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Sinner: proteggere la famiglia quando escono notizie su di loro mi dà fastidio; non cercano attenzioni

Al Foro Italico Jannik Sinner sta vivendo da vicino l’esplosione della popolarità in Italia, con gli Internazionali d’Italia 2026 all’orizzonte e l’auspicio di rivedere un tennista italiano trionfare a Roma a mezzo secolo dal successo di Adriano Panatta. La pressione e l’attenzione sono a livelli mai visti, ma il numero uno al mondo sembra affrontarle con lucidità: secondo lui tutto questo è una crescita naturale che è maturata nel tempo, soprattutto dopo aver conquistato il primo Slam in Australia, momento in cui l’interesse dell’Italia ha iniziato a cambiare volto.

Sinner ha spiegato in conferenza stampa di vivere tutto in modo molto spontaneo, concentrandosi su se stesso e sul team di cui fa parte. Pur riconoscendo che la fama può diventare un disagio quando coinvolge chi gli sta accanto, ammette che la situazione può pesare soprattutto per i suoi genitori, Hanspeter e Siglinde, che agli occhi del pubblico sono quasi diventati dei protagonisti. Proteggere la famiglia è per lui una priorità, e quando si parla di loro senza controllo, la sua reazione è chiara: la sfera privata è un limite a cui non permette intrusioni.

In campo, Sinner gestisce la pressione e tutto ciò che può controllare, mantenendo la mente allenata e pronta alle sfide. Ogni partita richiede preparazione mentale, focalizzazione e lucidità, perché una crisi può insinuarsi rapidamente e fatica a uscirne. Sul lungo periodo, ha anche elogiato l’intero movimento azzurro: non è solo lui a trainare l’Italia, ma anche talenti come Cobolli e Musetti che stanno contribuendo a spingere il tennis italiano sempre più in alto. La presenza di pubblico è sorprendente, ma viene vista come un segnale positivo per il tennis italiano e per il movimento azzurro nel suo complesso.