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Sinner può vincere il Masters di Roma? Panatta dice la sua: “Ormai è ora, tra un po’ avrò 100 anni”; “L’ho visto giocare: ora sulla terra rossa ha meno difficoltà”

Sinner arriva a Roma da numero uno: Adriano Panatta, con la sua solita ironia, commenta le ambizioni dell’azzurro nel momento più caldo della stagione sulla terra battuta. L’altoatesino vive un periodo magico, fra tre Masters 1000 di fila nel 2026 (due su cemento a Indian Wells e Miami e il primo titolo sulla terra a Montecarlo), con Madrid in vista e l’obiettivo di arrivare al meglio agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros.

Secondo Panatta Sinner ha la possibilità di vincere sia Roma sia Parigi, senza alcun dubbio, ma tutto dipende dall’avversario: ora è numero uno, ma Alcaraz potrebbe riprendersi la vetta entro la fine dell’anno. Si entra nel vivo: Montecarlo resta un torneo importante, ma Roma ha un sapore tutto particolare e poi c’è il Roland Garros.

Panatta ha parlato anche a margine della presentazione della 25esima edizione di “Banca Generali – Un Campione per Amico” al Salone d’Onore del Coni, spiegando le possibilità di Jannik Sinner di vincere sia gli Internazionali d’Italia sia il Roland Garros. Per l’azzurro è arrivato anche il primo titolo Masters 1000 sulla terra rossa, ottenuto a Monaco dopo una settimana giocata a alto livello: vincere Montecarlo contro Alcaraz lo premia e gli dà fiducia, dimostrando di aver assorbito bene i meccanismi della terra battuta. Osservando le semifinali e la finale nel Principato, Panatta sottolinea che sulla terra Sinner mostra meno difficoltà.

Roma per Panatta è sempre stato un torneo importante, soprattutto perché è romano. Oggi il circuito è molto più internazionale e la TV è diffusa in tutto il mondo; la gente aspettava di vedermi giocare e vincere a Roma, e a volte ci sono riuscito. Sarebbe davvero ora che Sinner sollevasse anche la Coppa a Roma, tra una battuta sull’età e l’entusiasmo di chi ha visto crescere un talento così forte.

Infine Panatta riflette sulla Golden Generation italiana: è un mistero come si sia sviluppata, anche se Sinner ha trainato l’intero movimento a livello mondiale. Abbiamo avuto Berrettini, Musetti, Sonego e Fognini, ma a un certo punto emergono sempre nuovi nomi. La Svizzera, ad esempio, aveva Federer e Wawrinka e ora non ha più nessuno. Fonte: Il Fatto Quotidiano.