Gli orologi Rolex hanno fatto il loro ingresso dallo sport alle passerelle: la finale del Rolex Monte-Carlo Masters ha messo di fronte Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, non solo come riferimenti tecnici del tennis mondiale ma anche come volti iconici della maison ginevrina. Pochi giorni dopo, proprio Sinner è stato ospite di Watches and Wonders, l’evento più atteso dell’alta orologeria. Il passaggio dal campo allo stand Rolex è quasi simbolico: da un tempo scandito da punti, game e finali, a un tempo misurato con movimenti meccanici di precisione che rappresentano l’eccellenza nell’evento clou dell’anno. In mezzo, una continuità che Rolex ha costruito nel tempo legando il proprio nome ai grandi tornei e ai loro protagonisti. Non è casuale che il torneo del Principato sia sponsorizzato da Rolex, che vede protagonisti in campo i due ambassador più rappresentativi e che si collega in piena continuità con Watches & Wonders. Sinner, continuità e precisione: al Monte-Carlo e poi a Ginevra, è stato avvistato con il Rolex Cosmograph Daytona Everose Ref. 126515LN, modello che dice molto dell’identità attuale del purissimo atleta. Cassa in oro Everose da 40 mm, lunetta in ceramica nera, quadrante sundust e nero intenso, cinturino Oysterflex: una sintesi di eleganza sportiva che si riflette anche nel suo tennis. Il calibro 4131, cronografo meccanico a carica automatica, garantisce una precisione certificata (-2/+2 secondi al giorno) e una riserva di carica di circa 72 ore. Dati tecnici che trovano un parallelo quasi naturale con la sua crescita in campo: solidità, affidabilità e capacità di mantenere il livello nei momenti chiave. Non è più il Submariner degli inizi, ma un Daytona che segna un’evoluzione, proprio come il suo percorso.
Alcaraz, estro e ricerca: il Daytona Le Mans. Se Sinner incarna la continuità, Carlos Alcaraz incarna il movimento, entrambi eterni come i movimenti dei segnatempo Rolex. Anche lui protagonista a Monte-Carlo e, come Sinner, volto Rolex, ma con un approccio diverso, più istintivo e sperimentale. Negli ultimi giorni lo spagnolo è stato avvistato con un Rolex Cosmograph Daytona 126528LN, il cosiddetto “Le Mans”, uno dei modelli più affascinanti e ricercati. Cassa da 40 mm in oro giallo 18 carati, lunetta Cerachrom con il “100” in rosso, quadrante nero reverse panda, calibro 4132 con contatore sulle 24 ore e fondello in vetro zaffiro: un orologio che esce dai codici tradizionali, proprio come il suo tennis. Più che un accessorio, una dichiarazione di stile. In fondo, il legame tra Rolex e il tennis si consolida proprio qui: non solo nella presenza sui campi o nei grandi eventi, ma nella capacità di raccontare personalità diverse attraverso lo stesso linguaggio che passa dall’eccellenza della manifattura.