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Pescosolido: Sinner è il giocatore più completo, Musetti manca l’ultimo passo e Paolini ha bisogno di continuità

Jannik Sinner parte ai nastri di partenza del Mutua Madrid Open come favorito indiscusso, rafforzato dalla recente conquista di Montecarlo e dall’assenza del suo principale avversario, Carlos Alcaraz, che salta la Caja Magica. Forte del ritorno al vertice della classifica mondiale, il numero uno resta, senza dubbio, “il giocatore più completo sotto ogni punto di vista: serve meglio, si muove con maggiore fluidità, offre più soluzioni. E poi, vincendo tanto, la fiducia cresce ancora di più”. Sono queste le parole di Stefano Pescosolido, ex tennista con best ranking al mondo di numero 43, oggi commentatore per Sky e allenatore di Francesco Passaro, che ha analizzato Sinner tra gli argomenti di un’ampia intervista rilasciata a Spazio Tennis dall’inviato Alessandro Nizegorodcew.

Si parte dall’analisi del momento della prima della classe, con particolare attenzione ai progressi sulla terra battuta. Pescosolido sostiene di non aver mai dubitato che Sinner potesse essere competitivo su questa superficie: già l’anno scorso a Parigi aveva sfiorato la vittoria, arrivando vicino al successo con un match point, segno che si trattava davvero di dettagli. Oggi, tre elementi fanno la differenza: fiducia, condizione fisica e miglioramenti tecnici concreti. “Sta benissimo fisicamente e possiede una fiducia enorme, ma ha anche affinato molti aspetti del suo gioco. Il dritto ha più rotazione, utilizza con efficacia le palle corte, il servizio – sia la prima che il kick – è maturato parecchio”.

Un aspetto chiave dei miglioramenti di Sinner è l’uso variegato delle variazioni di ritmo, molto utili contro avversari come Zverev ma meno decisive contro Alcaraz, che incornicia uno stile diverso, più completo, capace di anticipare e accelerare. “Le partite tra loro si decidono spesso su pochi dettagli”, conclude Pescosolido. Un altro elemento da considerare è la risposta dell’avversario: quando si incontra un giocatore del calibro di Alcaraz, anche se si strappa il servizio, non si è mai tranquilli, perché l’avversario risponde sempre, esercitando una pressione continua che spezza la bile dell’avversario.

Sul fronte Musetti, che ha vissuto diversi infortuni, l’analista sottolinea momenti significativi degli ultimi tempi, come Montecarlo 2025 e la partecipazione al Roland Garros, ma evidenzia che, quando arriva il momento di compiere l’ultimo passo per chiudere un grande risultato, qualcosa si complica. Non si tratta di semplice irrigidimento: si percepisce una tensione. Non è una coincidenza che ciò accada non al secondo turno, ma proprio quando è il momento di compiere il salto.

Inoltre, sul tema della spesa fisica richiesta dal tennis di Musetti e sul relativo recupero, Pescosolido individua come causa principale il tipo di tennis praticato dal talentuoso italiano. “Musetti è un tennista che deve costruire tanto, ha bisogno di scambi lunghi e di ritmo. Non è come chi…”.