La linea sottile che separa la continuità dalla storia è proprio quella su cui Jannik Sinner sta camminando con una fluidità quasi sorprendente. Arriva agli Internazionali d’Italia da numero uno del mondo, forte di cinque Masters 1000 di fila e con una sensazione sempre più concreta: Roma potrebbe essere il tassello mancante. Il primo titolo al Foro Italico, il sesto titoli “1000” consecutivi, ma soprattutto la chance di chiudere il Golden Masters a soli 24 anni. Un traguardo inimmaginabile, se non irreale. Il sorteggio, celebrato a Piazza Navona, ha tracciato un percorso che certamente non regala nulla, ma che neppure impensierisce. Sinner entrerà in gioco direttamente al secondo turno, probabilmente sabato 9 maggio, contro uno tra Alex Michelsen e Sebastian Ofner. Due avversari diversi per caratteristiche, ma entrambi costretti a inseguire per restare nella scia del più forte. In casa azzurra si profila una bella opportunità.
Gli incroci azzurri e il nodo Mensik è il primo vero bivio possibile già al terzo turno. Da una parte potrebbe profilarsi un derby con Matteo Berrettini, che esordirà contro Alexei Popyrin; dall’altra, il nome di Jakub Mensik, l’ultimo giocatore capace di battere Sinner a Doha. Due scenari molto diversi all’interno della stessa sezione: da un lato il peso emotivo di una sfida tutta italiana, dall’altro una questione tecnica da delineare sul mattone terra rossa di casa. Agli ottavi, il livello sale ulteriormente con eventuali incroci contro Frances Tiafoe, già affrontato e sconfitto ai quarti a Miami, oppure contro Arthur Fils, recente avversario di Sinner a Madrid in semifinale. Due modi differenti di stare in campo, ma entrambe sfide che nascondono insidie; nulla di meno.
Dal quarto turno fino alla finale, la parte alta del tabellone potrebbe regalare un quarto di finale almeno interessante con Andrey Rublev o Ben Shelton, due giocatori capaci di accendere la partita in pochi scambi: forse il più temibile è l’americano, che però Sinner ha battuto 9 volte su 10, con un predominio di 9-0 nei confronti diretti, senza aver mai concesso un set, Slam compresi. In semifinale il quadro si amplia: Felix Auger-Aliassime, Daniil Medvedev o Flavio Cobolli, percorsi e momenti molto differenti. E la tentazione di una semifinale tutto italiano resta forte, ovviamente.
E poi la finale, dove potrebbe apparire uno tra Alexander Zverev, Novak Djokovic o Lorenzo Musetti. Tra i tre, l’ultimo ad averlo battuto è stato il serbo a Melbourne in una semifinale che resterà nella memoria degli appassionati: una partita tra le più assurde perse dall’azzurro, con 16 palle break mancate, otto delle quali solo nel quinto set. Una storia completamente diversa. Il cerchio da chiudere, però, non è tanto legato al tabellone quanto al momento di forma. Sinner arriva a Roma da favorito dichiarato, ma soprattutto come giocatore che ha spostato gli equilibri del circuito, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua straordinaria ascesa.