In campo, di solito separati da una rete, i grandi nomi del tennis hanno scelto quest’anno di unirsi in un gruppo informale ribattezzato Project RedEye, con l’obiettivo di contestare i tornei del Grande Slam sul tema dei premi in denaro. I venti migliori tennisti del circuito maschile e femminile hanno firmato una lettera in cui esprimono una profonda e collettiva delusione per la ripartizione dei ricavi e la gestione dei premi negli Slam, raccolta a cui prendono parte anche Jannik Sinner, il rivale Carlos Alcaraz, Aryna Sabalenka e Coco Gauff. La vera novità è l’ingresso di Novak Djokovic: il campione serbo aveva partecipato alla dichiarazione congiunta a marzo 2025, ma non a quella di settembre.
La missiva dei Big del tennis ruota attorno al tema centrale: quale quota dei ricavi dei tornei va ai giocatori. Il 17 aprile è stato annunciato l’aumento dei premi del Roland Garros 2026, pari a circa il 9,5% e alzando la somma complessiva a circa 61,7 milioni di euro, con circa 2,8 milioni destinati ai vincitori dei tabelloni di singolare. Gli atleti però ritengono che questa crescita non sia sufficiente: secondo le loro stime, la cifra indicata rappresenta solo il 14-15% dei ricavi totali del torneo, che continuano ad aumentare. «Poiché il Roland Garros sta per registrare ricavi record, i giocatori stanno ricevendo una quota sempre più ridotta del valore che contribuiscono a creare», si legge nella lettera, come riportato dal Times.
Nella dichiarazione congiunta si mette a confronto questo modello con altre realtà: nei tornei dell’ATP e della WTA la distribuzione si avvicina al 22%, mentre nelle principali leghe sportive statunitensi la quota destinata agli atleti sfiora il 50%. La tensione tra i big del tennis sale di livello proprio nell’apertura degli Internazionali d’Italia a Roma, ultimo Masters 1000 prima del Roland Garros. Non è da escludere che nelle prossime ore i tennisti tornino a parlare pubblicamente della questione nel corso dei tornei.
Gli organizzatori non restano a guardare: la Federazione italiana tennis sottolinea che il torneo è gestito da un ente senza scopo di lucro e che i ricavi vengono reinvestiti nello sviluppo della manifestazione. Nel frattempo, in vista delle prossime settimane, è atteso l’annuncio del montepremi di Wimbledon, una mossa che servirà a capire se le critiche riguardano solo il torneo sulla terra rossa o l’intero sistema dei Grande Slam.